La protesta
Gli azzurri di Franco Smith cercano gloria con la Francia
PARIGI
Solo cambi imposti dagli infortuni nei primi quindici dell’Italia del rugby che domani (ore 21,10 diretta su Canale 20 del digitale e canale 151 di Sky) affronta a Parigi la Francia nell’ultimo appuntamento della fase a gironi della Autumn Nations Cup. Sperandio prende il posto di Bellini (affaticamento muscolare), Meyer va in terza linea insieme a Mbandà, uno per Polledri (operato mercoledì, sei mesi per il rientro), l’altro per Negri (piccolo stiramento in settimana). In panchina la novità di giornata è Cristian Stoian, esordiente, seconda linea, un metro e 97 per 115 chili, 21 anni, moldavo d’origine ma prodotto rugbystico italiano, dall’Anzio alle Zebre via Legio Invica, Fiamme Oro e Accademia.
«Chili e centimetri, di quelli che fanno il lavoro sporco nei raggruppamenti, di quelli che da fuori non si vedono, ma in campo si sentono», dice di lui il ct azzurro Franco Smith. Resta a casa Gianmarco Lucchesi che lascia il posto in panchina a Lorenzo Ghiraldini, l’unico veterano della nuova Italia (va per il cap 106), mentre per Federico Mori previsto l’ingresso in campo nel secondo tempo «perché – come spiega Smith – mi servono giocatori che impattino sull’incontro».
La Francia schiera una formazione completamente rimaneggiata. Ci prendono sottogamba? «Due cose. La prima è che noi non guardiamo alla squadra che abbiamo davanti, ma a noi stessi. Il nostro obiettivo è migliorarci ancora rispetto alla partita con la Scozia. Qualunque sia l’avversario abbiamo un progetto preciso da portare avanti. Seconda cosa. In settimana è scomparso Dominici, giocatore simbolo della Francia per molti anni. La sua morte avrà un forte impatto emotivo su chi scenderà in campo, ragazzi giovani a cui è stata data un’opportunità che certo non si faranno sfuggire».
Il progetto di squadra ormai si delinea. I primi cinque uomini, Zilocchi, Bigi, Fischetti, Cannone e Lazzaroni sono intoccabili. «Stiamo predisponendo una nuova macchina da corsa, qualche pezzo lo posso cambiare, ma il motore deve essere collaudato. Questi cinque hanno giocato i primi 67 minuti contro la Scozia, quelli in cui eravamo in vantaggio, meritavano ancora fiducia. Per me loro devono sviluppare ancora il loro potenziale, possono diventare molto forti. Così come sono importanti i mediani (confermati Garbisi a dieci e Violi a 9) e il primo centro (Canna). Dobbiamo dare continuità e fiducia».
E a chi chiede di giocatori prima convocati e poi spariti dal radar, il ct spiega che c’è una lista di cinquanta nomi. «Li stiamo tenendo sotto osservazione – conclude Smith – ci sono quelli che devono aumentare le loro attitudini, quelli che devono crescere di peso, avere una mentalità diversa. Stare dentro o fuori dalla lista dipende da loro, non da noi». —
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