L’attacco dei giovani ai Fab 3 del tennis Bertolucci: più vicini ma è ancora presto...
«Dopo Zverev, Dimitrov e Tstsipas ora ci prova Medvedev Ma Nole, Rafa e Roger non hanno abdicato, sono sempre lì»
Vezio Trifoni
Ci sarà il ricambio generazionale nel 2021 dopo che le Finals di Londra sono state vinte da Daniil Medvedev in finale su Dominic Thiem?
«I giovani? Si sono avvicinati - dice Paolo Bertolucci - ma il ricambio ancora non ci sarà, secondo me è ancora prematuro». Un primo passo quest'anno l'abbiamo avuto in questa direzione, perché l'austriaco ha conquistato gli Us Open (non hanno giocato ne Federer né Nadal e Djokovic è stato squalificato, ma il risultato rimane) mentre al Roland Garros sappiamo tutti chi ha vinto: Rafa Nadal mentre a gennaio era stato Nole Djokovic a imporsi nel primo Major dell'anno. È stato proprio Thiem a credere che il 2021 potrà essere l'anno della svolta per sovvertire gli equilibri che durano ormai da tantissimi anni.
«Voglio scalare la classifica sempre di più - ha detto a termine del match perso con Medvedev - ho giocato bene quest’anno e anche l’anno scorso. Voglio giocare bene nei grandi tornei, e se riesco a farlo posso salire ancora. Ma ci sono grandi giocatori in testa almeno 6-7 giocatori come Tsitsipas, Zverev, Daniil e Rublev oltre ai Big 3 che combatteranno per il numero 1 l’anno prossimo».
Quanto al ricambio generazionale, Thiem si sente molto ottimista sulle sue possibilità nell’immediato futuro e su quelle dei tennisti più giovani di lui. «Il futuro è arrivato. Abbiamo tanti anni davanti a noi, e abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela con le leggende di questo sport. I Big3 i prossimi anni continueranno ancora a giocare per vincere i titoli importanti, ma a un certo punto quei giocatori si ritireranno e quindi sarà il nostro turno È ?molto importante per lo sport avere un ricambio. Rafa, Roger e Nole hanno fatto così tanto per la nostra disciplina, hanno portato tanti nuovi fans, ma verrà un giorno in cui se ne andranno e la nostra sfida sarà mantenere tutte queste persone appassionate al tennis, questo sport così meraviglioso. Loro hanno dato così tanto al tennis, ora è il nostro turno. Dobbiamo fare la nostra parte e continuare la storia che loro hanno contribuito a scrivere».
Durante la telecronaca del match di Londra lo stesso Paolo Bertolucci ha sottolineato più volte l'abilità tecnico tattica di Medvedev durante i match giocati e vinti con i primi tre giocatori al mondo: Nadal, Djokovic e Thiem ma ha anche detto che vincere le Finals può costituire anche una sorta di boomerang.
«Zverev nel 2019 doveva diventare il numero uno e purtroppo sì è fermato, Tsitsipas che ha vinto lo scorso anno quest'anno si può dire che ha giocato abbastanza poco e non ai suoi livelli - mette in luce Bertolucci - qualche anno fa fu la volta di Dimitrov che aveva detto che si sentiva pronto per le prime posizioni.
Ora vediamo cosa fa Medvedev anche se rispetto agli altri vincitori appare diverso perché sembrava che avesse conquistato un torneo sociale anziché le Finals.
Aspettiamo perché i Fab 3 non hanno ancora abdicato e per esempio un Djokovic, che gioca senza pubblico, gli manca una parte importante della sua motivazione che ritrova però negli Slam. Nadal non molla mai. Vediamo Federer che il prossimo anno va per i quarant’anni. Ma sono ancora lì a provare a vincere».
Tra i tre quello che forse deve recuperare il gap in questo momento dopo le operazioni al ginocchio e Federer. Parlando proprio di Roger l'ex campione svedese Mats Wilander spiega che per lui il livello dello svizzero sta calando progressivamente.
«Prima era sempre lui a decidere le regole del gioco e non dava mai ritmo all’avversario. Ora riesce meno a farlo, il suo livello sta calando. Fino a poco tempo fa non aveva paura di alcun avversario. Adesso non è più così».
Gli unici che hanno provato a spodestare i Fab 3 come Del Potro, Wawrinka e Cilic non sono riusciti ad avere la loro costanza vediamo se l'età sarà dalla parte dei vari Thiem, Zverev, Medvedev e Tsitsipas con la speranza che possa essere della partita anche il nostro Jannik Sinner.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
