Il Tirreno

Sport

Nel calcio c’è il cucchiaio Da Totti a Igor Protti il gesto che beffa i portieri

GIANNI TACCHI
Nel calcio c’è il cucchiaio Da Totti a Igor Protti il gesto che beffa i portieri

Il più celebre è quello di “re” Francesco all’Olanda ad Euro 2000 Ma a inventarlo fu il ceko Panenka in una finale contro la Germania 

3 MINUTI DI LETTURA





dal dischetto

GIANNI TACCHI

E vabbè, mo je faccio er cucchiaio. Scavetto da presuntuosi per qualcuno, una soluzione in più dal dischetto per altri. La storica citazione di Totti ha più di vent’anni, ma il dibattito intorno al cucchiaio non si è mai fermato. Irridente sì, beffardo anche, ma spesso inaspettato e difficile da respingere. Il cucchiaio è genio se la butti dentro e follia se il portiere resta fermo e la blocca. Il cucchiaio è Panenka che lo inventa per la prima volta agli Europei del 1976 quando ancora esisteva la Cecoslovacchia e cambia la storia e Pellè che lo minaccia contro la Germania (fallendo poi il piattone dagli 11 metri contro la Germania) e che ne affossa un’altra. Insomma il cucchiaio ti sposta la carriera nell’una o nell’altra direzione. Ma cosa c’è dietro quello scavetto? È davvero presunzione? E come reagisce un portiere che prende un gol così su rigore?



Per Igor Protti, un cucchiaio a segno con la maglia del Livorno e uno finito tra le braccia del portiere ai tempi di Messina, è una questione di momenti e di contesto. «Dipende tutto dalla partita - dice l’ex attaccante, capocannoniere della serie A 1995/96 con il Bari - se fai il cucchiaio con il risultato in bilico significa che lo ritieni una soluzione vincente, magari perché prima ti sei accorto di un movimento anticipato del portiere, ma se lo fai sul 4-0 allora c’è presunzione, c’è irriverenza nei confronti di chi hai davanti. E questo non va bene. Mettiamola così, il cucchiaio è come uno di quei giochini che fanno i fantasisti: sullo 0-0 ok, sul 4-0 no perché sembra di voler prendere in giro l’avversario».

E infatti i cucchiai di Protti sono arrivati sempre con la partita aperta a qualsiasi risultato. «Sì, per esempio quando feci il cucchiaio con il Livorno, eravamo sullo 0-0 contro la Ternana: mi sembrava la soluzione giusta per segnare, tutto qui. A Messina invece sbagliai perché lo scavetto era troppo debole. La reazione del portiere? Normale, non c’era presunzione. Il cucchiaio è un modo per calciare il rigore centralmente, senza però usare il collo del piede che per un portiere è più leggibile».



Uno che si è allenato e ha giocato con Totti, maestro di un cucchiaio che si alza e poi scende dolcemente in rete, è l’ex portiere Marco Amelia. Due scudetti, il Mondiale del 2006, una carriera da allenatore appena iniziata. «In allenamento succede spesso e sì, se prendi gol così una pallonata gliela tiri - racconta Amelia - ma in partita non mi è mai capitato un rigore col cucchiaio. Forse avevano troppo rispetto per me... Scherzi a parte, io aspettavo fino all’ultimo prima di scegliere un lato: cercavo di leggere la postura del corpo, la velocità della rincorsa e soprattutto l’ultimo passo. È una frazione di secondo, il portiere può rendersi conto del cucchiaio quando il rigorista cambia velocità e rallenta».

E se per molti il cucchiaio è un gesto presuntuoso, tanto che nella storia non sono mancate reazioni da parte dei portieri, per Amelia è semplicemente «una soluzione in più». «Una soluzione in più se ti chiami Totti o hai qualità per un tiro del genere, altrimenti sei da schiaffi. Sinceramente non ci vedo presunzione, è solo ingannevole per il portiere. E guardate che non è facile tirare un rigore così, poi ormai tutti i portieri studiano e conoscono bene chi hanno davanti la domenica. Una quindicina di anni fa mi ritrovai proprio Totti sul dischetto: rimasi immobile fino all’ultimo pensando che potesse fare il cucchiaio, poi però alla fine della rincorsa Francesco aprì l’interno del piede e io scelsi un lato, con la palla che comunque finì fuori». Chissà cor cucchiaio... —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa