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E Cesare vede subito le Streghe Poca Fiorentina, il Benevento ringrazia

Brunella Ciullini
E Cesare vede subito le Streghe Poca Fiorentina, il Benevento ringrazia

Una rete di Improta rovina la rentrée di Prandelli alla guida dei viola. In panchina fa festa solo Pippo Inzaghi

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Firenze

Date a Cesare quel che è di Cesare. Ma di certo Prandelli non immaginava di ricevere in questo suo debutto bis sulla panchina viola una delusione simile: 10 anni fa perse a Bari l'ultima partita da allenatore della Fiorentina, ieri ha perso la prima di questa sua nuova esperienza, chiamato al posto dell'esonerato Iachini. A guastargli quella che avrebbe dovuto essere per lui e per la sua squadra la domenica della ripartenza è stato il Benevento di Pippo Inzaghi capace di tornare al successo dopo cinque sconfitte consecutive Coppa Italia compresa. 1-0 e gol di Improta a inizio ripresa, il primo per lui in A. Un vantaggio meritato dopo una prima parte di gara giocata in modo ordinato e una seconda affrontata con piglio battagliero avendo capito che i viola, privi di Bonaventura (out per fastidi alla caviglia), Ribéry uscito nel finale di tempo per risentimento muscolare e Callejon ancora out dopo la quarantena, non avrebbero impensierito: zero tiri fino ad allora, appena uno all'85' con tacco di Vlahovic respinto da Montipò.

Con ieri salgono a 309 i minuti senza segnare per la Fiorentina, problema mica da poco che neppure l'ingresso di Cutrone, quando Prandelli ha provato a ribaltare la squadra facendo tutti i cambi, ha saputo risolvere. Così i viola continuano a sparare a salve e alle prime difficoltà s'abbattono senza reagire né tirare fuori quella rabbia e quell'ardore che servirebbero in situazioni simili, mostrando quei limiti di gioco, fisici e di testa già emersi più volte finora e che ieri avrebbero potuto permettere al Benevento persino di raddoppiare (con Insigne il cui ingresso in campo ha dato la scossa visto l'assist per Improta e con Lapadula) se non ci fosse stato Dragowski.

Adesso la classifica comincia a preoccupare davvero visto che la Fiorentina è al quint'ultimo posto, scavalcata dallo stesso Benevento e pure dallo Spezia e dal Bologna. Il tutto con un calendario che non permette certo di dormire sonni tranquilli: dopo la trasferta di mercoledì di Coppa Italia a Udine ci sarà quella a San Siro con il Milan.

«Le emozioni che ho provato tornando a guidare i viola ora non contano, sono molto deluso, c'è da lavorare tanto - il pensiero di Prandelli - Mi preoccupa la fragilità mostrata nei momenti difficili, ne parleremo in questi giorni, non siamo stati squadra e questo nel calcio complica tutto».

Sconsolato anche il ds Pradè: «In questo momento siamo distrutti psicologicamente e emotivamente, questa prestazione ha mostrato tutte le nostre problematiche, alla prima difficoltà andiamo in depressione, dispiace per i tifosi e il presidente. Ora bisogna tirarci fuori da una situazione: non ci sono scuse».

Ne è consapevole Pezzella e non potrebbe essere altrimenti: «Preoccupato? Dobbiamo subito reagire, noi per primi perché adesso servono punti».

Il capitano viola prima della gara ha deposto un mazzo di fiori sotto la Fiesole in memoria di Pietro Vuturo, storico leader dei tifosi scomparso sabato per malattia. —

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