Il dolore
«Cartellini ai giornalisti»
Commisso: troppi attacchi, vedremo chi entra e chi no
Brunella Ciullini
Davanti ai risultati negativi Rocco Commisso ha deciso (pur con dispiacere come nel caso di Iachini) di cambiare allenatore come è stato un anno fa pure con Montella; davanti alle critiche che gli sono parse eccessive «considerando gli oltre 300 milioni finora investiti», ha contrattaccato ai microfoni di Lady Radio dove è intervenuto ieri all'ora di pranzo da New York.
«Ho sentito tante bugie, ad esempio che interverrei nella decisioni di Pradè e altro ancora. Falso. In futuro userò un altro sistema, comincerò a dare privatamente cartellini gialli e rossi e quando arriverà il punto che farò il centro sportivo qualcuno non potrà entrarci.
Siccome il Viola Park sarà un'area privata, se qualcuno entra deve essere legittimato... Perché la Fiorentina non si fa in radio o nei giornali solo per fare i soldi tramite la Fiorentina. Bisogna pure dire le cose giuste.
Io non saprò di calcio come Barone, Antognoni o Pradè - ha arringato - ma ciò non vuol dire che non sappia nulla avendo giocato a pallone da giovane. Quanti fra i 20 proprietari di A l'hanno fatto? Forse tre o quattro. Il presidente cinese dell'Inter ha mai giocato a calcio? No. Allora perché certe cose a Milano non le dicono? Il mio rapporto con i giornalisti, specie quelli di Firenze, è cambiato. Sono molto molto deluso per come hanno trattato la mia Fiorentina e credo che i tifosi la pensino come me».
Il popolo viola prima di tutto s'aspetta ora un cambio di passo da questa squadra già da domenica con Cesare Prandelli: «Spero faccia bene poi per il futuro vedremo, lo stimo anche se ancora non l'ho conosciuto di persona - ha detto il patron viola - Mi hanno criticato per aver confermato Montella poi Iachini ma quest'ultimo per il lavoro fatto meritava di restare.
Sono convinto di avere una buona squadra, con me non fallirà mai anche se abbiamo entrate ancora troppo basse per competere con quelle che fatturano quattrocento o coinquecento milioni.
Potremo farlo quando avremo, se lo avremo, lo stadio nuovo. C'è chi mi ha definito Attila ma io non distruggo, costruisco e visto che i soldi sono miei vorrei rifare il Franchi come voglio. Sono ottimista fino ad un certo punto sul fatto che il Ministero ai Beni Culturali possa accogliere le nostre richieste, speriamo perché per la crisi economica questo stadio potrebbe dare lavoro a tanti. Ma voglio essere chiaro, c'è anche la possibilità che non si faccia.
Se in tal caso andrò via? Impossibile rispondere adesso, comunque sono venuto per portare Firenze dove merita».
Capitolo squadra, in vista della sfida di domenica contro il Benevento: German Pezzella si sta allenando in gruppo e Callejon si aggregherà gradualmente da oggi, in arrivo Amrabat e gli altri nazionali, tutti verranno sottoposti a tampone. —
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