Gioco
Meno siamo, meglio stiamo Mezza Italia domina la Polonia
Jorginho-Berardi, ciao Lewandowski: la vittoria del girone a un passo. Grande prova di squadra nonostante le assenze
REGGIO EMILIA
Nella città del tricolore gli azzurri lo omaggiano conquistando un successo solare, ben più largo di quanto non dica il risultato finale. La squadra gira come un orologio, non calando di rendimento quali che siano gli interpreti. Bene l’attacco, fantastico il centrocampo con Barella e Jorginho assoluti protagonisti, solidissima la difesa, con Bastoni che gioca come un veterano e Acerbi che non l’ha fatta mai vedere a un certo Lewandowski. Mercoledì a Sarajevo l’Azzurra di Maldini e Evani può staccare il pass per le final-four, dimostrando di essere un gruppo che sa andare oltre le difficoltà.
Con Maldini ancora costretto a casa dal Covid («Il rinnovo? - ha detto il presidente della Federcalcio, Gravina -. Noi siamo pronti e lo vogliamo, aspettiamo notizie da lui») in panchina c’è ancora “baffo” Alberico Evani.
Il tecnico di Massa schiera il consueto 4-3-3, un po’ per scelta, un po’ per necessità, visto che di quarantuno convocati, fra positivi e infortunati, ne sono rimasti poco più di una ventina: così manda in campo dal 1' Bernardeschi che vince il ballottaggio con Berardi e affianca Insigne e Belotti in avanti. In difesa c'è Bastoni e non Di Lorenzo, vista l’assenza di capitan Bonucci che deve rimandare la sua presenza numero 100 in azzurro. In mezzo Barella, Jorginho e Locatelli garantiscono gamba e fantasia.
Il tecnico polacco Brzeczek punta sul solito Lewandowski al centro dell'attacco e sposta il granata Karol Linetty in posizione di trequartista. In porta c’è lo juventino Szczesny, in campo anche l’altro “italiano”, l’esperto Kamil Glik, mentre Zielinski e Milik partono dalla panchina. L’arbitro è il francese Clement Turpin, lo stesso di Real Madrid-Inter di Champions.
Italia subito pericolosa, colpo di tacco geniale di Barella (come in Champions per Lautaro) e Bernardeschi di sinistro a giro impegna Szczesny (8’).
L’Italia pressa e gioca bene, resta corta e cerca scambi in velocità, sia a sinistra con Insigne, che sfoggia un curioso capello ossigenato, sia a destra con un vivace Bernardeschi. A vederlo in nazionale viene da pensare che nella Juventus sia fiaccato dalla “kriptonite” come Superman. Al 20’ rete annullata proprio ad Insigne, per fuorigioco di Belotti che disturba Szczesny. Non c’è Var, quindi vale la decisione di arbitro e guardalinee. E proprio il Var servirebbe poco dopo, quando Levandowski abbatte Bastoni con una gomitata al volto. Abituati come siamo a rivedere ogni azione, pare calcio del secolo scorso.
Poco dopo, però, l’abbraccio di Krychowiak a Belotti in area, è così netto che sarebbe vietato da qualunque Dpcm anche in zona gialla. Turpin fischia un rigore solare che Jorginho trasforma (27’). Per lui è la quinta rete in azzurro, tutte su rigore.
Dopo un primo tempo di sofferenza pura il tecnico polacco Brzeczek ne lascia tre sotto alla doccia: manda dentro Grosicki, Goralski e il centrocampista del Napoli Piotr Zielinski, spostando il baricentro della sua squadra in avanti.
Però a ripartire forte è l’Italia che, nei primi minuti, è pericolosa con Barella e Insigne. Dopo un’entrata durissima di Goralski su Belotti, più da rosso che da giallo, Evani mette forze fresche: dentro Berardi, fuori Bernardeschi (64’). Al 72’ Turpin sbaglia di nuovo, Belotti calcia quasi a colpo sicuro, la palla sbatte sul braccio distante dal corpo di Jan Bednarek, in area. Pare rigore, non per l’arbitro. Che, però, con un po’ di ritardo espelle Goralski per un altro fallo scomposto (76’). Intanto Belotti finisce la benzina, al suo posto Okaka.
Poco dopo arriva il raddoppio dell’Italia. Al termine di un’azione molto elaborata gran palla di Insigne per Berardi che, nel “suo” stadio, sterza e segna la rete della sicurezza, il 2-0 che consegna all’Italia il primo posto nel girone. Nel finale c’è spazio anche per Di Lorenzo e El Shaarawi e l’Italia di Evani porta a casa un succeso che vale (quasi) le final-four. Deciderà l’ultima giornata, con l’Italia a Sarajevo con la Bosnia e Polonia-Olanda. Ma un successo azzurro con Dzeko e Pjanic darebbe il primo posto. —
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