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La Lega Dilettanti studia il piano per ripartire «C’è l’impegno per riprendere al più presto, ma tutto passa delle decisioni del governo»

Sandro Canu
La Lega Dilettanti studia il piano per ripartire «C’è l’impegno per riprendere al più presto, ma tutto passa delle decisioni del governo»

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Sandro Canu

Il Consiglio direttivo della Lega Nazionale Dilettanti ci prova. Prova a proseguire e a completare la stagione sportiva. Un percorso complicato dettato dal fattore Covid, che sta impedendo ai dilettanti di scendere in campo. Anche la stessa serie D trova difficoltà nel solo programma dei recuperi, cancellando di ora in ora le partite in cartellone.

Basti pensare che ieri ne sono stati giocati solo alcuni. Davvero una corsa ad ostacoli, quindi, con il Consiglio direttivo impegnato a trovare una soluzione per portare a termine i vari campionati, o meglio a tracciarla rimanendo nel campo delle ipotesi.

Proprio per questo motivo si è deciso di annullare le manifestazioni nazionali come la fase nazionale della Coppa Italia Dilettanti, gli spareggi tra le seconde classificate di Eccellenza, la fase nazionale del campionato Juniores e il torneo delle Regioni.

Nell’immediato, si immagina la possibilità di poter riprendere le attività appena dopo il termine di efficacia dell’attuale dpcm, ipotizzando la ripresa degli allenamenti a partire dal 4 dicembre, per le due settimane successive. A inizio gennaio spazio ai recuperi delle gare non disputate e dopo, presumibilmente fine gennaio - inizio febbraio, partire con i campionati con il calendario che prevederebbe gare di andata e ritorno senza playoff e playout, con l’estensione dei tempi fino al 30 giugno.

«Era importante dare un’indicazione chiara alle società - ha spiegato il presidente dei Dilettanti, Cosimo Sibilia - per agevolare la prosecuzione e il completamento delle diverse competizioni, con l’augurio che tutto possa riprendere al più presto. Ovviamente si tratta di uno scenario subordinato all’evoluzione della pandemia e alle conseguenti determinazioni del governo».

Proprio le recenti disposizioni del governo, con le tre fasce di colore per le Regioni, a seconda dell’incidenza del virus sulla popolazione, fanno già “barcollare” questa possibilità.

Il Comitato regionale Toscana, e pochi altri, si erano già portati avanti con la decisione lungimirante di “gironcini” e con la formulazione preventiva di due ipotesi alternative per finire la stagione.

La Toscana, proprio per aver lanciato lo sguardo al di là dell’orizzonte, avrebbe la possibilità, se tutto filasse liscio, di far disputare anche playoff e playout, ma il Covid, con il Granducato attualmente colorato di rosso, e il calendario stretto marciano a sfavore.

Se si dovesse partire con i campionati il 31 gennaio o il 7 febbraio (con il probabile stop alle varie Coppe) conti alla mano, giocando solo di domenica, la stagione finirebbe a giugno con promozioni e retrocessioni che rischiano di essere decretate con le graduatorie di merito. Ora non resta che attendere con un canovaccio avvolto nel mistero. —



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