Gioco
Italia, meglio del solito ma contro la Scozia arriva un altro ko Smith: passi avanti
Alessandro Cecioni
La nuova Italia del rugby del ct Franco Smith comincia a vedersi, ma ha ancora il fiato corto. Con la Scozia a Firenze, nel primo incontro della nuova Autumn Nations Cup, finisce 17-28 per gli scozzesi con una meta azzurra (Minozzi) e quattro per la Scozia (Van der Merwe, Fagerson, Cummings, Turner). Nel primo tempo grazie a un’ottima prestazione della mischia, alle buone intuizioni di Garbisi e alla grinta in difesa gli azzurri avevano contenuto gli avversari chiudendo avanti sull’11-7. Ma la sensazione era che gli scozzesi stessero attendendo gli azzurri al varco, e infatti non appena la ripresa è iniziata, una piccola accelerazione è bastata per mettere la squadra scozzese sul piede avanzante. I calci di Garbisi (all’inizio del secondo tempo a segno da quasi 45 metri) hanno tenuto gli azzurri in partita, fino al 60’ (momento del piazzato per il 17-14). Ma qui la Scozia cambia strategia e decide di mettere in campo la sua arma migliore, la maul avanzante da touche, ed è lì che gli scozzesi costruiscono la vittoria ottenendo le mete di Cummings e Turner dopo quella di Faggerson (dormita degli azzurri che pensavano a un in avanti). Bene l’esordio in azzurro di Varney, 19 anni, in mediana, bene Mori entrato dalla panchina per Zanon (altra buona prova) e capace di un paio di perforazioni della difesa scozzese. «Siamo migliorati molto sul piano fisico – dice il livornese Federico Mori arrivato alla terza presenza in azzurro - sul coraggio di volerci giocare il tutto per tutto con intelligenza, abbiamo molta qualità, se riusciamo a mettere in campo tutti i fattori si può vedere del bel gioco. Abbiamo pagato caro gli ultimi 15 minuti». «Siamo delusi – dice il ct azzurro Franco Smith – ma ci sono stati dei passi avanti tangibili. Non sono d’accordo sulla mancanza di ritmo fino alla fine. Negli ultimi 10 minuti abbiamo tenuto il pallone e solo alcune scelte sbagliate ci hanno impedito di essere più efficaci. Poi sono d’accordo che manchiamo di esperienza ancora, un’esperienza che negli altri paesi si fa nel club, ma ho visto persone che si prendevano responsabilità, come Violi e Garbisi, Varney».
Da un’iniziativa di Violi, cambio di fronte di attacco, e Garbisi, attesa nel passaggio, l’azione più bella dell’Italia da molto tempo a questa parte. Dall’apertura la palla va a Zanon che crea un mini break e serve Violi in sostegno sull’interno, dal numero 9 a Bellini e da questo, con un semi-sottomano, a Minozzi che va in meta. È il 26’ un minuto prima la Scozia era passata avanti con Van der Merwe. «Questa capacità di reagire è una delle cose buone del match e anche nel secondo tempo, quando sono entrati Varney e Mori ero sicuro che avremmo dato una svolta alla nostra partita, che ci saremmo ripresi in mano la gestione dell’incontro. Poi c’è sempre un particolare, un piccolo errore, una gestione sbagliata del pallone, un’inesperienza, e le cose cambiano». Prossimo incontro sabato prossimo ad Ancona contro le Fiji.
Storica vittoria 25-15 dei Pumas argentini contro gli All Blacks nella seconda giornata del Tri Nations. A Sydney protagonista assoluto della partita l’apertura argentina Nicholas “Nico” Sanchez, autore dei 25 punti che hanno permesso agli argentini di battere per la prima volta nella storia la Nuova Zelanda. —
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