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Gare perse e penalizzazioni Tamponi, i rischi della Lazio

Gare perse e penalizzazioni Tamponi, i rischi della Lazio

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ROMA

La Serie A è ferma, ma l'inchiesta sui tamponi della Lazio non conosce soste. Non indaga solo la Procura federale, che ha sentito il medico sociale Pulcini e presto potrebbe convocare i giocatori coinvolti nel “balletto” delle positività, con possibili sanzioni sportive all'orizzonte per il club di Lotito. In prima linea c'è soprattutto la Procura di Avellino, che oggi ha compiuto un nuovo sequestro di documentazione dopo essere intervenuta nei giorni scorsi con l'acquisizione dei test incriminati. L'inchiesta si allarga e per questo gli inquirenti hanno raccolto tutti i documenti sui tamponi processati da maggio ad oggi dal centro specialistico Futura Diagnostica di Avellino su gruppo squadra e staff della Lazio. Massimiliano Taccone, ad del laboratorio irpino, è iscritto nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di falso, frode in pubbliche forniture ed epidemia colposa.

L'inchiesta avellinese, condotta dal procuratore aggiunto Vincenzo D'Onofrio, ha preso le mosse dai risultati contraddittori dei tamponi effettuati il 6 novembre su Immobile, Lucas Leiva e Strakosha, prima di Lazio-Juventus. D'Onofrio aveva disposto nella giornata di ieri anche il sequestro di altri sette tamponi, relativi a calciatori e staff della LaziOo, processati dal laboratorio Merigen di Napoli e che ora verranno riprocessati dal consulente della Procura, Maria Landi, presso i laboratori dell'ospedale "Moscati". La stessa consulente aveva effettuato nuovi test sui 95 tamponi commissionati dalla Lazio alla Futura Diagnostica: i risultati della perizia potrebbero slittare ai primi giorni della prossima settimana. Non sono giorni semplici per la Lazio, che potrebbe perdere a tavolino la partita vinta 4-3 contro il Torino o anche subire punti di penalizzazione in classifica se venisse accertato un comportamento illecito relativo ai tamponi e alle famose “bolle” per isolarsi dal Covid. E come se non bastasse, ora scoppia un altro caso: l'attacco di Luis Alberto al club dopo la presentazione del nuovo aereo ufficiale. «Ho visto l'aereo? Sì, ho visto che comprano cose, ma non ci pagano», ha replicato il centrocampista spagnolo alla domanda di un tifoso durante una diretta sul social network Twitch.

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