Gioco
Lazio, “tamponamenti” a catena Nuovi esami davanti al perito
Oggi saranno ripetuti i test di Immobile, Leiva e Strakosha su ordine della Procura Il medico sociale non si presenta, il club rischia sanzioni per infrazioni al protocollo
ROMA
Positivi o negativi che siano, i campioni molecolari dei giocatori della Lazio continuano ad entrare in nuovi laboratori: saranno infatti riprocessati oggi, per ordine e con la supervisione della Procura di Avellino, i tamponi effettuati venerdì scorso dal laboratorio Futura Diagnostica del capoluogo irpino sui calciatori di Simone Inzaghi. Dalla difesa di Walter Taccone, fondatore del laboratorio e padre di Massimiliano, iscritto dai pm nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di truffa, falso e procurata epidemia, emerge che lo stesso laboratorio aveva già fatto riprocessare quei campioni a Napoli, per sicurezza dopo le accuse di inattendibilità.
Ma la procura di Avellino vuole vederci chiaro nell’incredibile altalena di positività-negatività di cui sono stati protagonisti Immobile e gli altri.
Così ha nominato un suo perito, e oggi si riesaminerà tutto all’ospedale di Avellino, dopo che documenti sul caso tamponi erano stati sequestrati a Formello e nella sede di Futura Diagnostica. I pm indagano per un reato che riguarda l’epidemia e le norme nazionali, ma la Procura della federcalcio vuole invece capire se la Lazio abbia seguito alla lettera il protocollo costruito per consentire lo svolgimento del campionato in sicurezza, o se sia stata “vittima” di un errore dei risultati da Avellino.
Difficile capire meglio, visto che anche oggi Ivo Pulcini, medico della società di Claudio Lotito, non si è presentato negli uffici della Figc per la prevista audizione: ha presentato un certificato medico, che di fatto lo ha esentato.
Se ne dovrebbe riparlare giovedì. In particolare gli investigatori federali cercheranno di capire se e fino a che punto è stato assolto l’obbligo di comunicazione alla Asl, autorità competente per qualsiasi decisione come dimostra la polemica di queste ore sui divieti di viaggio a corrente alternata per i nazionali di ciascuna squadra di serie A.
Anche qui, colpo di scena in casa Lazio: dopo che domenica sembrava essere scattato il divieto di viaggio dalla Asl per tutti i calciatori convocati, ieri è emerso che in realtà gli stranieri non avevano vincoli, a differenza degli stranieri della Roma fermati da un’altra Asl della Capitale. Di fatto, Milinkovic Savic è già in Serbia. «La disparità di linea delle diverse Asl è un problema concreto», ha detto il presidente Figc, Gabriele Gravina, prendendo l’iniziativa sul caso aperto dall’ad Inter, Beppe Marotta. L’occasione è stato il consiglio Figc, nel quale è stato confermata la scelta di accentrare in un unico laboratorio i test di ogni Lega. “Se non lo fanno le diverse Leghe, interverrà la Federcalcio” , ha assicurato Gravina. E in consiglio, anche Lotito si è schierato con il sì ai controlli centralizzati. –
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