Gioco
Verona quasi fatale Ma papà Ibra salva ancora il Milan
Lo svedese nel bene e nel male: sbaglia un rigore, poi pareggia nel recupero Scaligeri impressionanti nel primo tempo, poi è un assedio dei rossoneri
MILANO
Fatal Verona viene troppo facile, ma se due indizi fanno una prova, il giocattolo di Pioli ha bisogno di una bella aggiustata in una sosta che cade proprio a puntino. Dopo il Lilla anche il Verona fa paura a San Siro e, oltre all’occasione di andare in fuga che sfuma parzialmente e a un pareggio casalingo che non esalta, quello che preoccupa del Milan è la fragilità della difesa, fino a oggi il valore aggiunto. Meno male c’è Ibra, il totem che fa e disfa: a 39 anni tirare il fiato ci sta, secondo rigore sparato alle stelle, ma una presenza in campo sempre con i sacro fuoco. E’ lui a relagare il pareggio in extremisa, che tiene il Milan al comando, sempre a più 4 su Inter e Juve.
Mai fidarsi di questo Verona, una cooperativa senza grandi stelle ma che gioca un grande calcio, e soprattutto indovina sempre l’approccio, e che adesso guarda in basso Juventus e Inter in classifica. Passano 6 minuti e Donnarumma fa un miracolo su redivivo Kalinic, sul susseguente corner Ceccherini colpisce la traversa, e sul rimbalzo arriva la zampata di Barak che mette in ansia un Milan ancora scottato dalla figuraccia europea contro il Lilla. Incidente di percorso, si pensa, anche perchè Leao comincia a martellare a sinistra, Ibra fa il pivot e Calhanoglu ricama. E invece no: ogni volta che il Verona mette la testa fuori sono brividi per Gabbia e Kjaer: al 19’ ci si mette anche la malasorte, sotto forma di una deviazione di Calabria che rende imparabile il tiro a volo dal limite di Zaccagni.
Pioli schiuma rabbia, il fantasma del Lilla comincia ad aleggiare su San Siro. I rossoneri, quantomeno, hanno cuore, al 23’ Leao esplode il destro, Silvestri ci arriva con una paratona con la mano di richiamo. Serve un pò di fortuna e arriva al 27’: cross eseguito benissimo da Saelemakers che premia l’inserimento di Kessie, spaccata di sinistro con la palla che plana docile nell’angolo, imprendibile per Silvestri.
Pioli deve inventarsi qualcosa e nella ripresa si gioca la carta della doppia punta, con Rebic ad affiancare Ibra: cambiano i connotati tattici e il Verona si chiude sempre di più.
Al 63’ Rebic trova Hernandez, miracolo di Silvestri ma subito dopo arriva il fallo da rigore, netto, di Lovato su Kessie: dal dischetto Ibra la manda ancora una volta in curva, come contro il Lilla, incredibile.
Zlatan ci riprova: al 75’ il suo colpo di testa centra l’incrocio dei pali, nel mischione poi nessuno riesce a buttarla dentro. Assedio rossonero, Silvestri si esalta ancora sullo svedese che adesso è invasato.
Al 90’ Calabria trova il pareggio con un bel destro al volo su sponda di Ibra, ma il Var dice di no. Ma latan è Zlatan, e al 93’ si arrampica in cielo a deviare un bel cross dalla destra di Hauge: un pareggio che per come si era messa la gara vale come una vittoria. Milan a più due. —
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