Il dolore
Ave Cesare, Firenze ti ha scelto ancora una volta
Prandelli vicinissimo alla panchina, i tifosi lo vogliono e con Commisso c’è stato un contatto. Iachini, destino segnato
Brunella Ciullini
Potrebbe non bastare a Beppe Iachini vincere domani sera a Parma. Potrebbe non bastargli perché all'interno della società e tra i tifosi sta montando sempre più il partito di chi invoca il ribaltone a prescindere dal risultato e dalla prestazione della squadra viola al Tardini. L'attuale tecnico ha diverse attenuanti (prima fra tutte un mercato che non gli ha portato il regista e il centravanti da 15-20 gol) ma questo non gli ha impedito di incassare una fiducia a tempo in questa settimana contrassegnata da critiche e discussioni scaturite dalla figuraccia rimediata all'Olimpico domenica contro la Roma. Intanto però questi giorni sono stati percorsi da voci e indiscrezioni riguardanti vari possibili sostituti di Iachini sulla panchina viola e al riguardo stanno crescendo sempre più le quotazioni di Cesare Prandelli, indimenticato ex, che ha già guidato la Fiorentina dal 2005-06 per cinque stagioni, il primo allenatore a riportare la squadra in Champions League dopo il fallimento societario. Per lui sarebbe un ritorno a distanza di 10 anni e tra i tifosi molti sono convinti che sarebbe l'uomo giusto per riaccendere squadra e ambiente. Vero che fra i nomi gettonati ci sono quelli di Sarri e Spalletti ma entrambi appaiono irraggiungibili perché ancora sotto contratto con Juve e Inter, in mezzo a loro anche Montella che è sempre legato al club viola, Mazzarri (che però chiederebbe un progetto importante e di lunga durata) e D'Aversa.
Ma come detto è Prandelli in vantaggio su tutti, l'ex commissario tecnico della Nazionale è rimasto a vivere a Firenze e alla Fiorentina, ha sempre detto, non direbbe mai di no. Non solo: con Commisso ha già avuto un breve contatto il 15 ottobre durante l'evento in Palazzo Vecchio in ricordo del grande giornalista sportivo Alessandro Rialti scomparso 7 mesi fa. Dal canto suo però Iachini non intende farsi distrarre dalle voci e sta preparando con il consueto impegno e la consueta abnegazione la delicatissima e decisiva gara di domani: guai mollare il suo motto, poi andrà come andrà, ma sa bene che oltre ad una buona prestazione, al cuore, al coraggio servirà anche uno scatto di orgoglio da parte di tutti. Nel frattempo confida nel recupero di Pezzella (il capitano ci sta provando anche se continua ad allenarsi a parte) per puntellare una difesa finora sempre trafitta e nella voglia di Ribéry, ancora a secco, di sbloccarsi e trovare il primo gol stagionale in quella che sarà per Commisso la cinquantesima partita da presidente della Fiorentina. —
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