Gioco
Jota troppo bene Lezione Liverpool, l’Atalanta assiste
Tripletta del nuovo fenomeno, poi Salah e Manè La peggiore Dea della stagione, ma inglesi troppo forti
BERGAMO
Qualcuno ha detto che giocare contro l’Atalanta è come trascorrere un’ora e mezzo sulla sedia del dentista. Se esiste un anestetico potente, questo si chiama Liverpool. Ancora troppo forte, troppo completo, troppo consapevole della propria forza anche per una bella realtà come la dea, che assiste alla lezione di football del professor Klopp senza mai rinunciare a giocare, ad attaccare come da Dna gasperiniano. Se la metti sull’uno contro uno, sui duelli come l’Atalanta ormai ha scelto di fare, qjuando incontri una squadra tecnicamente di un altro pianeta alla fine paghi lo scotto. Se sono campioni d’Inghilterra, d’Europa, di tutto è perchè possono cambiare i suonatori, ma lo spartito resta di una bellezza stordente. La rinuncia a Firmino per Diogo Jota, nuovo e strapagato fenomeno dalle parti di Anfield, se possibile aumenta la trazione anteriore, dove Salah e Manè, larghissimi, portano Dijmsiti e Palomino nella terra di nessuno, lasciando il povero Toloi a fare la guerra con il nuovo mostro, che infatti - scavetto e destro ciclonico - ne mette due nel primo tempo, scavando subito la differenza. La Dea però non era stata a guardare, con il suo atteggiamento tattico “largo”, e la palla in buca per Gomez libero di inventare. Lo schema a doppia apunta, Zapatae Muriel, qualche apprensione ad Allison la mette pure, ma è troppo poco.
Nella ripresa la sentenza è persino ovvia: Atalanta sbilanciata e Liverpool che può pasteggiare nelle praterie: il tridente fa male alle tenere carni della Dea. Che però non smette mai di giocare: Gasp sa che queste lezioni, seppur durissime, fanno crescere. —
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