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Per la Russia ultima chance contro le accuse di doping

Presto la decisione della più alta corte dello sport 

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LOSANNA

Una spy story che - come un romanzo di Le Carrè - tra colpi di scena, misteri e passioni tiene col fiato sospeso il pubblico ed è arrivata alle pagine finali. Da oggi a giovedì la Rusada, la casa Russia dello sport, va alla sbarra al Tas per chiarire una volta per tutte se la questione doping per gli atleti sia stata o meno gestita come un sistema di Stato da Mosca attraverso provette, laboratori e medici compiacenti. Il futuro dello sport russo è dunque nelle mani del Tribunale di Losanna che dovrà pronunciarsi sull’appello presentato dalla Russia contro la squalifica a quattro anni da tutte le competizioni sportive decisa dall'agenzia mondiale antidoping. La Wada alla fine dello scorso anno aveva infatti inflitto la pesante sanzione, riconoscendo in toto le presunte violazioni commesse dal laboratorio antidoping di Mosca. Sentenza di condanna a cui la Rusada (agenzia antidoping russa che per questo ha perso status di conformità) aveva però subito fatto ricorso. Il caso ora sarà esaminato tra oggi e il 5 novembre, udienze che erano previste in estate, ma rinviate a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni in Svizzera sull'ingresso dei cittadini extra Ue. Se la più alta corte dello sport confermerà la decisione, bandiera e inno di Mosca saranno vietati alle Olimpiadi di Tokyo 2021 e ai Giochi invernali di Pechino 2022. —

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