Lutto
Iachini e l’ombra di Sarri «È bello allenare anche se le cose non vanno bene»
dopo il 90’
Nel dopopartita dell’Olimpico non è
certo di buon umore Beppe Iachini, che incassa la terza sconfitta dall’inizio della stagione. Il tecnico della Fiorentina sottolinea come all’inizio del match l’inerzia fosse dalla parte dei suoi, ma è una magra consolazione. «Il gol di Spinazzola è stato un incidente – dice Iachini – avevamo cominciato bene». Sul banco degli imputati l’allenatore marchigiano ci finisce anche per la scelta di non aver schierato punte di ruolo dall’inizio. «La volontà era quella di tenere due giocatori veloci a ridosso della difesa avversaria come Callejon e Ribery – spiega – e stava funzionando». Lui comunque rimane sereno: «Sono convinto che questo gruppo possa far parlare di sé in modo positivo». Manca, però, la personalità: «In questa prima parte di campionato abbiamo pagato l’assenza di gente come Pezzella, Borja Valero e Ribery – sottolinea – Dobbiamo recuperarli dal punto di vista atletico. Poi anche gli errori individuali commessi ci sono costati cari». C’è chi parla di un possibile arrivo di Sarri, dopo che avrà rescisso con la Juve, sulla panchina viola, ma Iachini non si sente in discussione: «La pressione fa parte del nostro lavoro, ci sono momenti in cui si va bene e altri no. È bello fare gli allenatori anche quando le cose vanno male. Dobbiamo lavorare per far si che tutto torni positivo. A inizio campionato siamo partiti bene e possiamo tornare quelli che tutti dicevano che potevamo essere: la sorpresa del campionato».
«Abbiamo fatto quasi tutti bene, è stata una grande gara, una delle migliori della stagione», commenta invece Paulo Fonseca che spiega la nuova posizione di Pellegrini in coppia con Veretout: «Lorenzo è molto intelligente, sta capendo quello che deve fare in questa posizione, ma non ho dubbi che possa giocare in più ruoli». Decisivo anche il passaggio alla difesa a tre: «Ci ha dato più sicurezza», dice il tecnico portoghese che poi sottolinea l’importanza del ritorno di Smalling: «È fondamentale, ma non lo scopriamo oggi». Gli obiettivi della Roma però restano gli stessi. «Vogliamo fare meglio dello scorso anno e quindi entrare in Champions League. Scudetto? Resto realista, serve equilibrio. Juve e Inter le favorite».
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