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RUGBY: IL SEI NAZIONI 

È cucchiaio di legno, inglesi troppo forti Ma per un tempo I’Italia ha giocato alla pari

Alessandro Cecioni
È cucchiaio di legno, inglesi troppo forti Ma per un tempo I’Italia ha giocato alla pari

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I migliori 40 minuti dell’Italia nel Sei Nazioni 2020 non bastano a evitare la sconfitta contro l’Inghilterra, ma per un tempo gli azzurri hanno giocato alla pari con i vicecampioni del mondo andati in meta al 6’ su una bella combinazione Farrell-Young complice un liscio difensivo di Violi sul capitano inglese e Italia con un uomo in meno per infortunio a Minozzi. Finisce 5-34 (primo tempo 5-10) con una meta dell’Italia (Polledri) e cinque dell’Inghilterra (Young, Young, George, Curry, Slade). Quello che è piaciato è stato lo spirito combattivo degli azzurri, fisici al pari dei loro avversari nei raggruppamenti, meno certe ingenuità in touche. Gli inglesi avevano messo Garbisi nel mirino (placcaggi raddoppiati, pressione sui calci con l’apertura che se ne fa stoppare uno al 4’) e puntavano sulla mischia della finale mondiale con il Sud Africa, ma si sono trovati un pacchetto azzurro agguerrito e soprattutto non disposto a farsi mettere sotto sul piano fisico e agonistico. Positivo l’atteggiamento in campo, con più palloni recuperati nei punti di incontro rispetto al match con l’Irlanda. In difesa bei placcaggi, ma ancora cose da registrare, soprattutto nell’1 contro 1. «Sono deluso per questa sconfitta – dice il ct azzurro Franco Smith – ma sono contento per quello che i ragazzi hanno messo in campo. La reazione fisica che chiedevo dopo l’Irlanda c’è stata, in queste due settimane il gruppo è molto cresciuto, c’è stata resilienza mentale, abbiamo lavorato molto duramente. Abbiamo avuto problemi in touche, non abbiamo avuto continuità in attacco, ma si è visto che possiamo essere una squadra molto diversa».«“In touche loro erano molto bravi a filtrare – dice Luca Bigi, capitano azzurro – e questo ci ha impedito di sfruttare le occasioni che avevamo creato in attacco. E’ stata una partita dura, ma abbiamo reagito bene e non ci siamo fatti intimorire”. “Sì – conferma il livornese Gianmarco Lucchesi al suo secondo cap azzurro – è stata una partita molto fisica, ma nonostante questo siamo riusciti a tratti a esprimere il nostro gioco. Siamo scontenti per la sconfitta, ma fiduciosi sul futuro”. “Partita fisica – dice Niccolò Cannone, uno degli altri toscani in campo – ma non ci siamo fatti mettere sotto. Come gruppo abbiamo reagito molto bene, anche sul piano verbale, rispondendo alle loro provocazioni, parlando molto. Abbiamo reagito come gruppo alla prova opaca di Dublino, certo analizzeremo i nostri errori e lavoreremo per arrivare a una vittoria che ci farebbe bene come gruppo». «Una partita molto fisica come contro l’Irlanda – conferma Federico Mori, l’altro livornese in campo - abbiamo risposto molto meglio a livello fisico, ma soprattutto a livello mentale e caratteriale. Abbiamo cercato di trasformare ogni momento di difficoltà in momenti di positività. Sono molto contento dell’atmosfera che abbiamo sentito in campo, più unita e più solida. Siamo sconfitti ma fiduciosi».

Prossimo appuntamento degli azzurri, nuovi lockdown permettendo, a Firenze con la Scozia il 14 novembre per la prima partita della Autumn Nations Cup. —



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