Toscana
Polvere di Signora Basta un mini-Barça per aprire la crisi Il Var ferma Morata
Juve, ancora un passo falso: il progetto Pirlo non decolla Tre gol annullati e sfortuna sul primo gol, ma il gioco non c’è
TORINO
I tre gol di Morata cancellati dal Var. Il forfait del totem Ronaldo, sconfitto ancora dal Covid, oltre quelli di Chiellini e De Ligt. Bonucci e Cuadrado in campo con problemi fisici: tutte attenuanti reali, che però non devono far perdere di vista il problema centrale: la Juve non funziona. Il progetto Pirlo non decolla, anche nella serata in cui un Barcellona crepuscolare, rattoppato e un pò intristito nei suoi uomini chiave poteva essere contrastato, se non domato. Invece arriva un’altra bocciatura per il Maestro e la sua Juve nè casrne nè pesce, ancora amletica dal punto di vista tattico, enta, anche ingenua. Morata contro tutti non basta in Italia, figuriamoci contro squadre come quella di Koeman, che non sarà pèiù freschissima ma i prati della Champions li conosce come le proprie tasche. Che senso ha ad esempio scegliere Chiesa se la palla non arriva mai sulla sua fascia? Dybala lontano dalla porta? Kulusevski senza una posizione? Insomma, tanti nodi stanno venendo al pettine e anche se questa sconfitta non sarà decisiva per il passaggio del turno in un girone semplice, è un’altra picconata all’autostima e un’altra frenata nel progetto tattico.
La Champions è un tritacarne che fa brutti scherzi. La Juve è come paralizzata. Demiral fa una sciocchezza colossale servendo Messi, disinnescato da Bonucci. E’ un bombardamento blaugrana: Pjanic scalda Szczesny, poi il diavoletto Griezmann tuona di mancino contro il palo: paura bianconera, questione di personalità e diversa abitudine al grande proscenio. Lo spartito tattico non regala sorprese: il Barça omaggia la sua tradizione, non butta mai via palla affidandosi alle geometrie della coppia di pivote, l’ex Pjanic e il talento de Jong. La Juve pressa molto in alto, cercando di ripartire con il tridente.
Dopo un possesso infinito, il Barça passa al 14’: immaginifico cambio di gioco di Messi per Dembelè che ci prova da fuori, la deviazione di Chiesa inganna Szczesny: catalani fortunati. La rabbia bianconera si sostanzia subito con il gol di Morata, che la mette dentro dopo un rimpallo, il Var certifica però l’offside dello spagnolo. Altro gol di Morata al 28’, con un movimento fantastico e palla nell’angolino su cross di Cuadrado, ma ancora una volta si alza la bandierina dell’assistente. Sanguoinosa palla persa dallo svagatissimo Chiesa che aziona Messi al 35’; assist per Dembelè e doppio miracolo di Szczesny anche sul tap in di Griezmann.
Riprende il lento tango del Barça, ma al 54’, alla prima occasione in cui Chiesa si libera a destra, la Juve trova ancora in gol con Morata, ma il var per la terza volta dice di no: quinto gol annullato all’attaccante in questo inizio di stagione. Con la Juve proiettata in avanti Messi e soci trovano praterie: al 74’ Griezmann ha il matchball ma sfiora il palo.
Il finale è un manifesto del vorrei ma non posso dei bianconeri: il doppio giallo a Damiral apre la strada al raddoppio catalano di Messi dal dischetto.
Pirlo dice: non sono preoccupato, il progetto è lungo, siamo in costruzione. Tutto vero; ma la serie A e la Champions League non aspettano. —
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