Lutto
Chiusi di colpo tutti i circoli L’Arci si ribella
EMPOLI
Da ieri pomeriggio i 70 circoli Arci dell’Empolese Valdelsa hanno abbassato la saracinesca.
La circolare del Ministero dell’interno emanata martedì sera per precisare alcune delle misure contenute nell’ultimo Dpcm ha, infatti, stabilito che i circoli ricreativi debbano sospendere non solo l’attività sociale, ma anche quella di somministrazione. Una decisione che secondo la principale associazione del territorio (oltre diecimila soci) è incomprensibile e discriminatoria. E che rischia di mettere in ginocchio decine di case del popolo, già alle prese con le difficoltà causate dalla serrata della primavera scorsa. «Non capiamo questa decisione – attacca la presidente del comitato Arci di zona, Chiara Salvadori – di fronte ad un rischio sanitario abbiamo già dimostrato a marzo che siamo pronti a fare di tutto, anche ad anticipare i provvedimenti del Governo. Ma ora siamo di fronte ad una discriminazione a tutti gli effetti: se le attività di somministrazione per i pubblici esercizi possono svolgersi fino alle 18, perché vietarle nei circoli? Per questi ultimi le attività commerciali sottostanno allo stesso regime fiscale di quelle di bar e ristoranti privati. Per di più i circoli non hanno accesso alle stesse misure di sostegno introdotte per le aziende».
I tentativi di introdurre delle correzioni al testo stanno andando avanti e coinvolgono non solo i vertici regionali (la Toscana con i suoi 1.500 circoli è la più colpita) e nazionali dell’associazione, ma anche amministrazioni comunali ed esponenti politici. Tra questi il senatore Dario Parrini, che sulla sua pagina Facebook ieri ha manifestato il suo dissenso e promesso un impegno per rettificare la circolare. «Ci stiamo muovendo a tutti i livelli – prosegue Salvadori – e col supporto degli enti locali per sbloccare una situazione che vede decine di lavoratori esclusi ingiustificatamente e che mette a rischio ancora di più la tenuta di molti dei nostri presidi. Già è stata dure resistere alla chiusura della primavera scorsa, questo colpo potrebbe essere mortale per diversi circoli. Confidiamo che nelle prossime ore possa esserci un ripensamento, altrimenti non escludiamo azioni di protesta di concerto con i nostri consigli».
E anche chi è potuto restare aperto, come il circolo Arci di Fibbiana che ha un licenza di somministrazione pubblica, ha deciso di ridurre gli orari, in segno di solidarietà, e si unirà alle proteste dell’Arci. —
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