Proteste
LE PAGELLE
6,5 KELDERMAN. Nell’ultima settimana del Giro è diventato il grande favorito. Poi è successo qualcosa di strano nella sua squadra, la Sunweb, dove scalpitava Hindley. E’ come se a un certo punto si fosse spenta la luce, sul piano mentale anzitutto.
7 PELLO BILBAO. Che bravo lo spagnolo. Mai domo in salita, sempre all’offensiva. Non continuo magari, ma temerario e questo ai tifosi piace.
6 NIBALI. Onore a un tentacinquenne che non smette mai di lottare. E che ha il coraggio di ammetere i giovani vanno più forte di me. Una stagione strana per Vincenzo, la preparazione forse non è stata ottimale.
9 GANNA. Il tesoro di un ciclismo italiano un pò abbacchiato. Vince a mani basse le tre crono e una tappa in salita, addirittura. Può diventare il nuovo Indurain.
8 DEMARE. L’imperatore delle volate. Il francese ha due marce in più rispetto agli altri sprinter, ognuno a rincorrere i suoi guai: Gaviria e Viviani non si vedono. Una dittatura.
6,5 POZZOVIVO. Un inno al ciciclismo, quello che parla di sforzi epici e cultura del sacrificio. Pieno di acciacchi, ferito, contuso, ma regge alla grande fino allo Stelvio. Poi, è veramente troppo anche per lui.
7 SAGAN. Sembra una maledizione, sempre secondo. Poi si prende di forza una tappa.
7 ULISSI. Che bravo l’asso di Donoratico: vince due tappe e si conferma il re dei finisseur italiani.
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