Sicurezza
Polvere di “Clasico” Barça e Real, potenze perdenti e intristite
Zidane dopo il ko di Champions rischia il posto e la faccia Piquè contro il suo club: una barbarie nei confronti di Messi
BARCELLONA
Chissà se all'epoca in cui portò sulgrande schermo quello splendido ritratto di una Spagna decadente, dal titolo “Donne sull'orlo di una crisi di nervI”, il premio Oscar Pedro Almodovar pensava che, un giorno o l'altro, due colossi del calcio spagnolo come Barcellona e Real Madrid, si sarebbero trovati nella stessa situazione. Stasera blancos e blaugrana si ritroveranno al Camp Nou per dare vita a uno dei “Clasicos” meno attesi di una storia infinita, e lo faranno con stati d'animo a dir poco tormentati. Ossia, a nervi tesi. E' il segnale, chiaro e preciso, dell'inizio della fine di un'epoca gloriosa, di fasti e lustrini, di successi e di grandi investimenti economici. Ma anche il probabile capolinea di due modi di intendere il calcio, se è vero che nella Liga - ma anche in Champions, per quanto riguarda il Real, strapazzato in casa dallo Shakhtar - il prologo non è stato particolarmente spumeggiante.La Casa blanca si presenta a questo Clasico con il ko interno contro il Cadice sul groppone, il Barca sta leggermente meglio, ma deve far fronte ai ripetuti mal di pancia di alcuni big - Messi e Piqué su tutti - che fanno trasparire situazioni passate e presenti all'insegna dei lunghi coltelli. Proprio il centrale difensivo dei catalani, l'unico a dimezzarsi lo stipendio (Ter Stegen, De Jong e Lenglet, invece, se lo sono decurtati del 30%) per venire incontro alla crisi del club, in un'intervista al fiele, ha parlato di «barbarie nei confronti di Messi», precisando che «non si tratta così un campione come lui», al quale «dovrebbero dedicare invece lo stadio». Parole in sintonia con l'attuale situazione in seno al gruppo agli ordini di Ronald Koeman che, da pesce fuor d'acqua, ha commentato in conferenza stampa: «Piqué è qui da più tempo di me, sa quello che dice, è la sua opinione e io rispetto le opinioni di tutti. Quel che conta è restare focalizzati sulla partita di domani e lui per fortruna lo è». Dalle parti della capitale spagnola, la crisi è Real e la panchina di Zinedine Zidane, l'uomo delle tre Champions consecutive, è tornato a essere in discussione. Zizou, alla vigilia del Clasico, ha filosofeggiato sulla propria posizione, ammettendo che, «se si fa male, si viene messi indubbiamente in discussione». Poi, ha aggiunto di sapere di trovarsi «in bilico», ma di «non essere preoccupato, perché non è la prima volta che si dice questo di me. Non è cambiato nulla: un anno fa era la stessa cosa, poi vincemmo la Liga». L'unica cosa certa, alla vigilia di questo ennesimo e comunque affascinante 'Clasico', sono i nervi: tesi, ovviamente. —
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