Gioco
Milan, come cresci sotto l’ombrello-Ibra. Scudetto? Un bel sogno, ma è durissima
Pioli ha messo a punto una macchina perfetta: Zlatan e tanti talenti rilanciati. Ma altre squadre sono più “profonde”
«È normale che ci siano aspettative su di noi, credo sia giusto così, perché indossiamo una maglia prestigiosa e significa che stiamo facendo qualcosa di importante. Dobbiamo reggere questa pressione ed essere soddisfatti, sapendo che ci sono tanti esami da superare insieme».
Certo che è normale, se ti chiami Milan. Se hai una bacheca come quasi nessun altro al mondo, se hai tifosi dalla Cina al Sudafrica. Pressione, ecco la parola chiave. Quella che determinerà i destini di una squadra colta da improvviso benessere, che dopo aver attraversato l’inferno - tecnico e societario - adesso si trova dove osano le aquile, a punteggio pieno, respirando a pieni polmoni un’aria antica eppure nuovissima.
E’ l’argomento del giorno, tra i calciofili: può il Milan vincere lo scudetto? Domanda tutt’altro che peregrina: diffi cile, ma se arriva a primavera in questo stato di grazia, magari può dire la sua.
PERCHE’ SI
Intanto i numeri, che nel calcio non sono tutto ma fanno capire e riflettere. Dal 1964, mica ieri, il Milan non segnava due gol in così tante partite consecutive. L’attacco, in questo momento, è il fiore all’occhiello della gestione Pioli, bravissimo a capire l’impatto tecnico, ma soprattutto morale, di un signore classe 1981 che da più parti davano per decotto. Ibrahimovic ha alzato l’asticella non solo per sè stesso ma per tutti gli altri: in allenamento chi batte la fiacca deve fare i conti con i 100 chili del codino di Malmoe. In campo la sua presenza orienta, dispone, decide: palla a me, voi salite che ve la restituisco davanti alla porta. Non è un caso se tra serie A e Coppe hanno segnato quasi tutti i rossoneri. E poi, Maldini e Massara non sbagliano più un colpo: Hauge è l’ultima perla del collier, ma che dire di Brahim Diaz, Saelemakers, Leao, Rebic: gente da rilanciare, ma pienissima di talento. Bastava girare la chiavetta per fare rombare un motore da Ferrari. Pioli ha un centrocampo multiuso: la doppia coppia Bennacer-Kessie e Tonali-Krunic garantisce qualità, corsa e faccia tosta. E dalle fasce gradinano cross: Castillejo, Calabria, Conti e soprattutto Theo Hernandez, uno che il Real dovrà rimpiangere a vita. Calhanoglu poi è la ciliegina sulla torta: aspettava qualcuno che credesse in lui. Detto fatto: gol, assist, leadership. Una macchina diventata perfetta, il Milan, dopo il lockdown: non perde da oltre 20 partite.
PERCHE’ NO
La rosa, inutile nasconderlo, è ,meno profonda delle rivali. Juve,Inter, Napoli, Atalanta sembrano avere maggiore potenza di fuoco. Quando arriveanno stanchezza, infortuni e squalifiche questo potrebbe pesare, così come la desuetudine del Milan a giocare per grandi traguardi. Il doppio impegno campionato-Coppa, poi, rappresenta una vera incognita: giocare al giovedì e alla domenica presuppone una grande forza mentale e una gestione oculata del gruppo. Ecco perchè, anche se sognare non cosata nulla, lo scudetto resta una bella, bellissima suggestione. —
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