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l’intervista: parla il dottor filidei 

«In quarantena almeno 1.500 persone, difficile tracciare tutti i contatti»

D.D.

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EMPOLI

Il numero dei tamponi e dei positivi al Covid-19, rispetto a un mese fa, ha preso una piega decisamente diversa nell’Empolese Valdelsa si trova ad affrontare scenari diversi e imprevedibili.

Paolo Filidei, responsabile dell'Unità funzionale complessa di igiene pubblica e nutrizione per la sede di Empoli dell'azienda sanitaria, prova a fare il punto della situazione dopo l'impennata dei dati del contagio di questi giorni. «L'attività di contact tracing è molto incrementata, sia per l'aumento dei casi che per la loro complessità. A differenza del periodo di marzo-aprile, quando col lockdown i contatti erano pressoché limitati alle famiglie, adesso dobbiamo andare a ricercarli in tutti gli altri ambiti, dalla scuola ai luoghi di lavoro, dalle attività sportive ai momenti di aggregazione. Ciò ha comportato dei ritardi di intervento che cerchiamo di recuperare con un riassetto organizzativo e il coinvolgimento di un maggior numero di operatori, recuperando anche personale da altre attività».

Ci sono fasce di età che risentono maggiormente di questa nuova ondata ?

«Se si considera gli ospedalizzati mi sembrano comunque pazienti di età media avanzata. Sul territorio sono invece interessate un po' tutte le fasce di età».

Quante sono al momento le quarantene fiduciarie?

«Le quarantene in atto, esclusi i rientri dall'estero, sono circa 1.500. Il notevole incremento è dovuto anche alle scuole e ai luoghi di lavoro».

E le guarigioni?

«Essendo cambiati i parametri per decretare la guarigione, e considerato che la stragrande maggioranza dei casi sono asintomatici, il trend delle guarigioni è in aumento». —



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