Gioco
Sua Maestà Ibra: «Avevo una fame da lupo e ora dobbiamo credere nello scudetto»
MILANO
Il leone è uscito dalla gabbia. E ha lasciato il segno dei suoi denti aguzzi sulla pelle dell’Inter. L’immagine postata da Zlatan Ibrahimovic subito dopo il derby spiega tutto: un leone con gli occhi rossi, fiero e sempre affamato. Un giocatore che sta diventando un’icona, non solo per il Milan ma per tutto il campionato: niente è impossibile, anche a 39 anni, se hai classe e carisma. Dopo il Covid, Ibra aveva una fame da lupo. Aveva puntato il derby, aveva lavorato come un matto per arrivarci al meglio. Detto, fatto: due gol, e soprattutto una presenza dominante in campo, sulle palle alte, al servizio dei compagni.
«Il derby il Milan non lo vinceva da quattro anni, sono stato chiuso in casa per due settimane. Avevo tanta fame e oggi l’ho dimostrato con questi due gol. Sono deluso per il rigore sbagliato, ma l’importante è aver vinto. Questa avventura continua. Lo scudetto? Secondo me c’è possibilità sicuro, uno che crede può fare tutto. Noi ci crediamo, poi alla fine vedremo come andrà. È ancora lungo. Siamo all’inizio, da quando sono arrivato la squadra sta facendo grandi cose, soprattutto dopo il lockdown. La squadra sta crescendo tanto, la mentalità è differente, i giovani si prendono più responsabilità. Si allenano tutti alla grande».
«Non sono stupito da me stesso - ha chiarito lo svedese - so qual è il mio livello. Dopo l’infortunio sono andato in America per sentirmi vivo. Al Manchester ho detto a Mourinho che non ero pronto e di non volerlo deludere, quindi sono andato in America. Poi Mino mi ha detto di tornare in Europa, quindi mi hanno detto che al Milan servivo di più e sono tornato».
Ibra ha parlato anche della sua positività al Covid. «Io positivo? Ho perso solo un po’ di gusto, facevo tamponi ogni 3 giorni. Il derby l’avrei giocato a prescindere, nessuno mi avrebbe fermato. Sono come questo leone che ho postato sui miei social, volevo metterla già il derby scorso. L’ho tenuta da parte».
Nel corso del derby si è tanto parlato anche del gesto di Ibra, quel dito portato alla bocca. «Chi ho ammutolito? C’era un interista che urlava dal pubblico, quest’esultanza è solo per lui». Il suo Milan vola, a punteggio pieno, al comando. «Difficile elencare i meriti, secondo me un po’ di tutto. Fisicamente sto bene, mi alleno tanto. Sto giocando con grande esperienza e gioco con compagni che sono disponibili a fare tante cose. Stanno facendo bene, ascoltano, metto intensità a tutti. Non accetto che si rilassino, in allenamento e in partita. Bisogna allenarsi al 200% per arrivare ai risultati».
Infine, l’investitura per l’erede. «Qui c’è un giocatore molto forte, Rafael Leao. Può fare grandi cose. Ha un fisico quasi migliore del mio. Ha velocità, tecnica. Deve solo concentrarsi sul calcio come sta facendo. Sta giocando al Milan, qua non c’è tanta pazienza». —
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