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LA SFIDA IN CALABRIA 

Juve, il volto dimessodella vedova Ronaldo Si salva solo Morata

Juve, il volto dimessodella vedova Ronaldo Si salva solo Morata

Un gol e un palo per lo spagnolo, il raddoppio cancellato dal Var Il Crotone merita il pari. Debutto amaro per Chiesa: espulso 

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CROTONE

Senza Ronaldo, certo. Ma anche senza Ramsey e Mc Kennie, con una formazione che sperimentale è dir poco. Chissà se Andrea Pirlo aveva pensato di vincere a Crotone senza spendere troppi titolari ed energie in vista della Dinamo Kiev, in Champions. Alla fine una pallida Juve recrimina contro un fuorigioco millimetrico, visto dal Var, che ha negato a Morata il gol del 2-1 ma il successo bianconero non sarebbe stato giusto, davanti a un Crotone che ha fatto le umane e divine cose per non perderla, mettendo in campo il cuore e le belle idee di Stroppa. Pirlo dovrà riflettere, al di là delle assenze: una difesa tremebonda soprattutto in Demiral, un centrocampo compassato e lento e il solo Morata davanti a fare la guerra con tutti. Lo spagnolo è la notizia più bella che Andrea Pirlo porta via da questa serata difficile, complicata: finalmente vivo, reattivo sottoporta, connesso con il resto della squadra. Certo, il pari appesantisce la classifica e il processo di crescita della squadra. Lo Scida, anche senza il grande pubblico, è un campo tradizionalmente difficile. E la Juve se ne accorge subito: passano 10 minuti e Bonucci abbatte Reca: rigore che i bianconeri contestano, Simy non si fa impressionare e spiazza Buffon. Pirlo predica calma, e la Juve si mette a giocare: al 21’ precisissimo ricamo tra Kulusevski e Chiesa, che prende l’avversario alle spalle e trova Morata solissimo per il tocco che vale il pareggio. E’ una Juve nuova, quasi sperimentale: Bentancur e Arthur, nella visione del tecnico, sono l’asse centrale del futuro ma non hanno mai giocato insieme. Portanova e Frabotta sono scelte coraggiose, ma si tratta sempre di ragazzi e Demiral viene testato da titolare dopo il lungo periodo di inattività. CR7 non c’è e la manovra deve cambiare, coinvolgendo tutti i giocatori offensivi: al 41’ bella combinazione Kulusevski-Morata che imbuca per Portanova: il ragazzo ha la grande chance ma spara addosso a Cordaz. Dietro i problemi sono a sinistra, dove Chiesa non può fare tutta la fascia e Danilo si accentra: Reca tutto solo trova il cross al 45’, Messias ci prova e trova la parata di Buffon.

Ripresa, la Juve aggredisce il match. Un minuto, e Bentancur con un bellissimo destro da fuori area sfiora il palo. Ma la fiammata dura poco, l’onda calabrese sale sempre di più. Cigarini al 54’ ha una palla al platino ma il suo destro finisce largo. Pirlo fiuta il pericolo e pesca dal mazzo la soluzione Cuadrado. Al 60’ arriva la sciocchezza di Chiesa che lascia la Juve in 10: l’ex viola entra con il piede a martello su Cigarini, arriva il rosso diretto. Morata al 64’ trova una difficilissima girata di testa che si stampa sul palo a portiere battuto, lo stesso spagnolo al 76’ la mette dentro su assist di Cuadrado, ma il Var gela la gioia della Juve. Che sarebbe stata immeritata. —

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