Sicurezza
La protesta della mensa: via i figli dalla scuola
Alle 13 i genitori di bambini e bambine della quinta della Michelangelo sono andati a prenderli. La posizione dell’istituto
EMPOLI
È polemica tra genitori e la dirigenza scolastica del comprensivo Empoli Ovest per l'erogazione del servizio mensa alla primaria "Michelangelo" di Santa Maria.
Ieri alle 13 è andata in scena l’annunciata protesta in cui alcuni bambini delle classi quinte sono stati portati a casa anzitempo per dire no al fatto che avrebbero dovuto mangiare nella stessa aula, seppur sanificata, dei bambini di prima elementare che quel giorno non avevano il rientro pomeridiano. «Avendo dovuto eseguire i lavori in estate per ampliare le aule – spiega il dirigente scolastico Salvatore Picerno – il prezzo da pagare per un ottimo lavoro del Comune è stata la rinuncia alla sala mensa con la contemporanea mancanza di un montacarichi per portare i pasti al primo piano. Per cui, dovendo mangiare gioco forza nelle classi, l'unico modo è consumare il pranzo al piano terra nelle aule che si liberano alle 13, dopo una sanificazione di un quarto d'ora con i prodotti appositi. È quello che succede anche in un comune ristorante».
Il preside ritiene che la questione sia seguita sia da lui che dal Comune: «Realizzare un montacarichi richiede molta burocrazia – prosegue – servono dei nulla osta come quello dei vigili del fuoco. L'amministrazione so che ha sollecitato. Purtroppo chi si occupa di sicurezza ci ha negato anche l'utilizzo del montascale per portare i pasti alle classi del primo piano».
Le spiegazioni della dirigenza non sono bastate però ai rappresentanti dei genitori. «Una vera sanificazione prevede tempi lunghi e i bimbi della classe prima escono alle 13 – spiega Elisa Ciampi, a nome delle classi quinte – come fa il personale a sanificare tutte gli ambienti, a distribuire il pasto e far degustare il pasto in meno di un'ora? Nessuno è poi riuscito a spiegare ai genitori il provvedimento preso giovedì della settimana scorsa che annullava improvvisamente l'uso del montacarichi o del lunchbox. Gli insegnanti e gli alunni si impegnano per quasi 5 ore ogni giorno per mettere in atto tutte le regole igienico sanitarie, quindi non è assolutamente rispettoso nei loro confronti usare metodi per la somministrazione del pasto che, a nostro avviso, non sono conformi alle norme anti-Covid. Senza contare che i bimbi della prima faranno lezione in una stanza dove altre 4 classi si alternano per mangiare tutta la settimana».
Alla “Michelangelo”, per il momento, quattro classi stanno facendo un solo rientro pomeridiano invece di due. —
Daniele Dei
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