Il Tirreno

Sport

L’Olanda ci ingabbia Italia, un punticino fa sperare ancora

L’Olanda ci ingabbia Italia, un punticino fa sperare ancora

Il 3-5-2 di De Boer soffoca il nostro palleggio, non basta l’acuto di Pellegrini La Polonia ci scavalca al comando del girone, ma dovrà venire a farci visita

3 MINUTI DI LETTURA





BERGAMO

Non ci nascondiamo: Frank De Boer e l’Olanda questa volta ci hanno incartato sul piano tattico. Contro il 3-5-2 del tecnico orange ci abbiamo capito poco e abbiamo sofferto tanto, soprattutto perchè il muraglione olandese ci ha impedito di palleggiare e comandare il gioco come ci piace fare. Poteva andare anche peggio, contro una squadra infarcita di talenti purissimi: alla fine portiamo a casa un punto che ci tiene comunque in corsa per la vittoria del girone di Nations League, La Polonia ha schiantato la Bosnia e ci ha superato, ma dovrà venire in casa nostra, ci sono ancora 180’ e ce la giocheremo. Questa complicata partita ha detto comunque alcune cose: dietro il vecchio asse bianconero tiene, in mezzo abbiamo qualità e corsa ma davanti ci manca terribilmente lo stoccatore. E non è cosa da poco.

L’Olanda è una raccolta di nomi e di piedi da far tremare i polsi. Tutta gente titolarissima nei top club europei, tecnicamente fortissima ma non sempre la somma di dieci talenti fanno una squadra. de Vrij e van Dijk formano una coppia difensiva sulla carta straordinaria, in mezzo piedi di zucchero come de Jong e van de Beek, giustiziere della Juve con l’Ajax, e davanti l’altro de Jong, la punta del Siviglia che punì due volte l’Inter. Mancini dal canto suo non stravolge lo spartito, ma qualche interprete: soprattutto Immobile e Spinazzola. Gli orange ci aspettano con due linee vicine e strette, attenzione speciale a Verratti e Jorginho che raramente riescono a ricevere: così ci affidiamo ai lanci lunghi e a qualche spunto sulle fasce soprattutto di Spinazzola, ma non è facile esprimere il nostro gioco. Serve una giocata, e arriva al 16’: delizia di Chiesa e Barella nello stretto, l’interista premia l’inserimento al bacio di Pellegrini che davanti a Cillessen non si lascia ipnotizzare: sinistro chirurgico a azzurri in vantaggio. Ora entriamo con maggiore facilità nel cuore della difesa orange: Verratti trova un gioco di prestigio, Immobile cerca il tiro sul secondo palo ma Cillessen ci arriva a meno aperta (23’). Ma loro hanno classe, e al 25’ trovano un pari abbastanza casuale: palla a Blind sulla sinistra, cross basso e sul rimpallo van de Beek la mette di collo destro sotto la traversa. Imparabile. Luc de Jong sfiora il raddoppio ma poi gli azzurri si risistemano e ricomunciano ad attaccare. Pellegrini assiste Spianazzola che chiama Cillesen alla respinta di piede, poi il portiere si ripete su sberla di D’Ambrosio.

L’Olanda si ripresenta in campo tonica, aggressiva, tosta. L’Italia è chiusa all’angolo e raramente riesce a ripartire, questione di intensità. Si soffre, e Mancini corre ai ripari: sangue fresco a centrocampo con Locatelli e Kean in fascia per uno stanchissimo Chiesa. Immobile ha un’altra palla gol colossale su errore di Hateboer, ma ancora una volta il laziale centra Cillessen in uscita Al 59’ tocca a Bonucci divorarsi il 2-1 con un colpo di testa con D’Ambrosio che non ci arriva. Mancini si mette a specchio con De Boer, chiamando fuori Pellegrini per Florenzi e sistemandosi col 3-5-2. Ma la partita, anche a causa della stanchezza. cala di tono: solo Florenzi offre la scossa con un cross perfetto sul quale Immobile, ancora una volta, arriva in ritardo. E il sipario può calare su un pareggio giusto. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa