Attenzione
Il calciomercato paga dazio al Covid: affari giù, più prestiti e “parametro zero”
In Spagna il record negativo nelle compravendite estive. Inghilterra in controtendenza, il calo è solo del 10%
Si è molto parlato delle conseguenze della pandemia da Covid-19 sul mondo del calcio; per la prima volta, un’analisi del reale impatto dell’emergenza sanitaria arriva dal Cies, il prestigioso centro studi sul mondo del calcio, con sede a Neuchatel. Gli studiosi hanno analizzato tutti i trasferimenti nei cinque campionati più importanti d’Europa negli ultimi 10 anni. Ne esce un quadro dal quale si comprende quanto importante sia stato l’impatto economico del virus.
INVESTIMENTI
Analizzando gli investimenti complessivi fatti dalle società durante la sessione estiva del mercato, si nota la crescita esponenziale del volume di affari. L’incremento dal 2010 al 2019 è di oltre il 400%. Nel 2010 il totale complessivo era di 1,39 miliardi di euro, nel 2019 era salito a 5,8 miliardi. Un trend in ascesa che invece è bruscamente sceso a 3,314 miliardi quest’anno. Un calo del 43% indubbiamente dovuto alla pandemia che ha ridotto gli introiti delle società, con conseguente ricaduta sugli investimenti di mercato. In sostanza, il valore totale delle operazioni di mercato ha fatto un passo indietro di 4 anni, arrivando ai valori del 2016.
PAESE CHE VAI, CALO CHE TROVI
Un calo preventibile, magari non di queste proporzioni. Quello che però era meno preventivabile è la differenza tra i vari campionati. Il calo è stato particolarmente evidente in Spagna, dove il volume di affari è calato 1,39 miliardi ad appena 358 milioni. Forti cali anche in Germania (da 777 a 333 milioni), Ligue 1 e Serie A. Il nostro campionato ha accusato una diminuzione del 50% passando da 1,24 miliardi di euro a 667 milioni. Chi ha retto meglio è stata la Premier League, non a caso il campionato meno legato agli introiti da botteghino. Oltremanica il calo è stato appena del 10%, grazie agli ingenti proventi che arrivano dai contratti tv.
PIÙ PRESTITI E PARAMETRO ZERO
La ridotta disponibilità finanziaria ha stimolato la fantasia degli operatori di mercato, ed ecco che sono aumentati i trasferimenti a parametro zero, vuoi per l’ingaggio di calciatori svincolati, vuoi per l’aumentare dei prestiti tra società. In totale quasi un giocatore su tre, il 32,3 %, è stato ingaggiato senza alcun costo di trasferimento. Nel 2019 questo dato era attestato al 26,2 %. Tendenza particolarmente accentuata in Bundesliga ( 15,3 %) e nella Liga spagnola (12,5 %) mentre la Premier è ancora una volta in controtendenza: il numero dei prestiti è diminuito di un punto percentuale.
I VALORI NON CALANO
A sorpresa, lo studio ci racconta che il prezzo dei giocatori non è calato a causa della pandemia. Mentre tutti ci aspettavamo un passo indietro, il Cies certifica che i valori dei calciatori sono aumentati del 6% rispetto all’estate precedente. Di fatto il virus ha solo frenato l’aumento dei prezzi, tra il 2015 ed il 2019 quantificabile nel 15% annuo. —
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