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CICLISMO: LA CORSA ROSA 

Biciclette o scooter? La tappa più veloce della storia del Giro va al solito Demare

Biciclette o scooter? La tappa più veloce della storia del Giro va al solito Demare

Da Matera a Brindisi il gruppo vola ad oltre 51 di media Sagan ancora battuto dal francese, in forma-monstre

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BRINDISI

In un Giro oggi da cartolina, con partenza dai Sassi di Matera, l'uomo del giorno continua ad essere Arnaud Demare. Il francese vince infatti per il secondo giorno consecutivo, imponendosi nella tappa che arrivava a Brindisi e toccando quota tre nel computo dei successi nella corsa rosa 2020.

Che, secondo alcuni, rischierebbe di non finire per il crescere dei contagi e quindi dell'emergenza Covid. Per ora, e «per il bene del ciclismo» come dice il direttore sportivo del Team Ineos, Matteo Tosatto, non bisogna nemmeno pensarci, però certo che nella carovana la notizia della cancellazione della Parigi-Roubaix di domenica 25 una certa impressione l'ha fatta.

E non è tutto, perché dalla Spagna arrivano novità non certo incoraggianti, con la regione metropolitana di Madrid verso un nuovo lockdown e il resto del paese a rischio: da qui il possibile, se non probabile, annullamento della Vuelta.

Per ora c'è questo Giro e ci saranno a breve, la precisazione è anche questa di oggi, le Classiche in Belgio, a cominciare dalla Gand-Wevelgem di domenica e poi del giro delle Fiandre del 18: «non c'è alcun motivo per vietarle - ha detto oggi il il Ceo dell'organizzazione 'Flanders Classics', Tomas Van der Spiegel -. Non vediamo perché queste corse dovrebbero essere annullate: da mesi lavoriamo con le autorità per organizzare tutto nel modo più sicuro possibile e ci siamo riusciti».

Intanto fa notizia la vittoria di Demare e soprattutto il fatto che quella di ieri sia stata la tappa in linea più veloce nella storia del Giro, con l'incredibile media oraria di 51,234 chilometri orari che migliora il record della San Vito di Cadore-Vedelago del 2012 (49,429 km/h).

Quella di ieri era una tappa breve e completamente pianeggiante, in cui i 'ventagli' l'hanno fatta da padroni, assieme al lavoro della Groupama per portare Demare e quello della Deceuninck per far rimanere davanti la maglia rosa Joao Almeida, che ha pedalato convinto, spesso marcato stretto da Vincenzo Nibali. La volata generale del gruppo non poteva che essere l'epilogo di una frazione del genere, e ancora una volta Demare, che appare davvero in forma mostruosa, ha avuto la meglio sul tre volte iridato Peter Sagan, che in questo Giro sta interpretando la parte dell'eterno piazzato (terzo secondo posto per il campionissimo slovacco).

«Ho a disposizione una squadra fantastica - il commento di Demare al suo sprint vincente - e anche oggi lo ha confermato. Sulla strada c'era tantissimo vento, e nella prima parte di gara ci ha creato delle difficoltà. Ma il gran lavoro dei miei compagni mi ha permesso di rimanere davanti, e nel finale mi ha messo nelle condizioni per poter interpretare al meglio la volata».

Soddisfatto anche Almeida: «mi piacciono molto questo tipo di gare. Abbiamo avuto la possibilità di vincere, sacrificando alcuni corridori. La maglia rosa? È davvero straordinario, sono sempre sorridente anche dietro la mascherina».

Fra i meno contenti c'è invece Filippo Ganna, attardato da una caduta senza gravi conseguenze. Non gli mancherà l'occasione di rifarsi, nel frattempo si consola con il fatto che, a Brindisi, è stato il più acclamato dal pubblico. —

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di Redazione web