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L’AMICHEVOLE DI FIRENZE 

Un’Italia riserva oro Le “seconde linee” asfaltano la Moldova e il ranking sorride

Un’Italia riserva oro Le “seconde linee” asfaltano la Moldova e il ranking sorride

Doppio El Shaarawy, la prima volta di Caputo, gioco e gol Partita “seria” della banda di Mancini, i rivali molto modesti

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FIRENZE

Quello che piace dell’Italia di Roberto Mancini è la serietà. Quella dote che ti fa prendere ogni partita con la massima attenzione, con l’impegno. L’amichevole con la Moldova in un Franchi vuoto poteva anche avere pochissimi stimoli ma gli azzurri hanno dato il massimo, divertendo e divertendosi contro una rivale,, va detto, tecnicamente modestissima. Ma questi giocatori tengono molto alla maglia azzurra, e se questa è l’Italia delle riserve, delle seconde linee, il Mancio può dormire davvero tra due guanciali. El Shaarawy immarcabile, Berardi ispirato, Caputo che ha timbrato il cartellino al suo debutto. La vivacità di Bonaventura e la fisicità di Cristante, che con il suo colpo di testa ha aperto la vendemmiata. E sorride anche il ranking che stiamo scalando ad ampie falcate: ogni vittoria vale, ed è segno, come detto, di seriretà. Domenica sera in Polonia i tre punti contano e torneranno i titolarissimi, intanto godiamoci questa galoppata piena di gol e belle giocate.

La Moldova, collosa e compatta con le sue due linee strette, ha provato a soffocarci, a metterci subito alla frusta, con coraggio gamba. Il primo tiro in porta è proprio dei nostri avversari, con Nicolaescu che chiama Sirigu alla parata scenica dopo 8’. Manovrare contro questa cassaforte chiusa a doppia mandata non è facile, ma quando gli azzurri trovano il cambio di gioco arrivano le occasioni: al 12’ destro a girare di El Shaarawy che non trova la porta.

Il Faraone, romanista di ritorno mancato sembra ispirato: il portiere lo stoppa in angolo, sul corner stacco vincente di Cristante che mette dentro con una bella torsione: prima rete azzurra per il giallorosso. La Moldova si apre e Caputo la punisce: al 22’ l’ex empolese, servito tutto solo in area da Biraghi, infila di destro con nonchalance il raddoppio: primo gol a 33 anni in nazionale per Ciccio, la sua favola e quella di Schillaci potrebbero anche non essere così diverse.

Se c’è mai stata una partita, non c’è più. Al 29’ numero di alta scuola di El Shaarawy che addomestica di esterno un lancio lungo e scavalca il portiere moldavo con un delizioso tocco sotto: 3-0. Prima del riposo arriva anche l’autorete di Posmac che vale il poker azzurro. La manita arriva addirittura prima dell’intervallo, con Lazzari che scavalca il portiere con un pallonetto ed El Shaarawy, a due passi dalla linea, la ribadisce dentro di testa. Nella ripresa tanta accademia e tanti cambi, con Mancini che ruota tutta la sua panchina. L’Italia trova il 6-0 con il dialogo tra Emerson e Grifo chiusa in rete da Berardi, al battesimo azzurro del gol. Una bella festa, un’iniezione ulteriore di autostima. Domenica, in Polonia, si fa sul serio. —

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