Sicurezza
Lammers come Van Basten e l’Atalanta-gol prova la fuga
Nel Gewiss Stadium vestito da Champions arriva un’altra goleada della Dea Godin regge il Cagliari, poi si scatenano Gomez, Pasalic, Zapata e l’ex Psv
BERGAMO
Tredici gol in 3 partite, dei quali 5 rifilati al Cagliari all’ora di pranzo della domenica.
In uno stadio rimesso a nuovo per la Champions League, per ora arrampicarsi in vetta alla serie A può bastare: l’Atalanta battezza il ritorno al Gewiss Stadium cogliendo la terza vittoria di fila, evento mai successo prima allo start del campionato, vendicandosi delle ultime tre sconfitte su tre col Cagliari, che può solo aggrapparsi al gol del provvisorio pari dell’esordiente Godin salvo arrendersi all'evidente superiorità avversaria.
Nella ripresa timbra anche Lammers, ex PSV, dopo qualche preoccupazione locale per il 2-4 di Joao Pedro.
La squadra era stata accompagnata da un corteo di qualche centinaio di tifosi all’entrata nello stadio: i sostenitori della Curva Nord hanno scortato su moto e scooter i due pullman della Dea fino all’ingresso, di fronte al Lazzaretto, dove è stato esposto uno striscione: “Noi fuori con il nostro valore, voi in campo con il cuore per una nuova stagione”.
«Nelle tre partite giocate in settimana abbiamo ottenuto il massimo - commenta a fine partita Gian Piero Gasperini - ma guardiamo al nostro percorso e non alla classifica. In questo momento è inutile farlo, perché il campionato è lunghissimo. Lammers? non c'entra niente ancora con Van Basten ma con queste leve e questa tecnica...».
Partita emozionante. Al 7’ il primo caso da Var coincide col vantaggio di casa, quando un rilancio di Palomino lancia Muriel sul filo del fuorigioco, il colombiano s'inserisce tra i centrali ospiti e insacca nell'angolino. Pasqua aveva annullato, decisivo il check di Orsato.
I nerazzurri macinano metri senza fretta e all’11’ l’apripista coglie l'esterno della rete all'altezza dell'incrocio.
In una difesa orfana di Caldara e Toloi (il presunto positivo di ieri, a quanto sembra già negativizzato), il grande protagonista è sempre Palomino, nelle due fasi: al 12' in scivolata frena la volata di Sottil; al quarto d'ora una sua altra intuizione innesca Zapata che rientra sul destro venendo murato da Godin.
I nerazzurri sprecano più volte il bis e vengono puniti: il tempo di assistere all'ascensore di Muriel (alto e largo) sul cross di Pasalic e alla traversa di De Roon da fuori in combinazione col croato e con il colombiano (22'), El Faraon uruguaiano, genero del doppio ex Pepe Herrera, trova l'incornata dell'1-1.
Per rimettere la freccia alla Dea ci vuole la quarta innestata dal Papu Gomez (29'): come a Torino, bassa e a giro, a fil di palo lontano, appoggiato da Duvan al culmine dell'avanzata di Gosens.
Al 37', con Gomez a ispirare, Pasalic scambia con Muriel e s'inserisce per il piattone del tris sul pallone di Gosens dalla sinistra dell'area, cinque giri di lancetta e sull'ennesima palla lunga di Palomino è Zapata a fuggire a sinistra evitando il ritorno in uscita di Godin per calare il poker.
In avvio di ripresa, l'illusione dei sardi di riaprirla, grazie alla zampata mancina di Joao Pedro.
Il primo intervento di Sportiello è al minuto ottanta, quando Nandez si gira sul borseggio di Pedro a Freuler. La chiude definitivamente Lammers, che dopo un balletto sul centrodestra dell'area beffa Lykogiannis e azzecca il diagonale sul passaggio dentro di Pasalic (36').
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