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CALCIO: IL DATO 

La crisi di vocazione: dove sono i difensori? E la serie A si scopre un luna park del gol

La crisi di vocazione: dove sono i difensori? E la serie A si scopre un luna park del gol

Quante reti senza pressione del pubblico e con tanti attaccanti Pochi titolari italiani, una gloriosa tradizione che si va spegnendo

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Settantacinque gol in due giornate: è record assoluto per la serie A. Mai, nella storia del massimo campionato con il format a 20 squadre, si era segnato tanto. C’erano una volta, insomma, i difensori (e i sistemi difensivi) italiani che portavano a scuola tutto il mondo. Sulla difesa, non necessariamente catenaccio che era una forma dispregiativa, abbiamo edificato le glorie del nostro pallone. I nostri stopper, per usare un termine forse desueto ma sempre affascinante, sono stati il riferimento per decenni, al meno fino alla rivoluzione copernicana che ha portato nel cal cio la difesa a zona tanto cara ad altre discipline. E ora? Ora fa quasi tenerezza vedere le difese, anche delle grandi squadre, spesso impotenti e in inferiorità numerica. Si vedono segnare gol elementari, che in Italia non ci saremmo mai immaginati. Un problema che non riguarda solo le neopromosse o le formazioni che si devono salvare: l’Inter, per dire, ha subito già cinque gol, la Lazio quattro, la Juventus due. Paradossalmente la miglior tenuta difensiva, al mome nto, ce l’hanno le squadre che nel Dna hanno la mentalità offensiva: Atalanta, un gol al passivo, Milan e Napoli ancora zero. Certo, ci sono fattori che esaltano il gioco offensivo, lo rendono dominante. La mancanza di pubblico, ad esempio, porta le squadre che giocano in trasferta ad un atteggiamento più spregiudicato, senza pressioni, è noto, si gioca meglio. Gran parte degli allenatori italiani punta su schemi di gioco a due, tre, anche quattro attaccanti, come Gattuso o come Conte quando alza gli esterni sulla linea delle punte. Pirlo gioca a tre, Gasperini porta in area tutta la squadra. Insomma, la serie A ha sposato la linea del coraggio, anche le piccole. E infine c’è la crisi di vocazione: qui non nascono più grandi difensori, perchè, a parte rari casi, gli italiani dietro non sono titolari. Bastoni, Bonucci, Acerbi sono mosche bianche. E noi, almeno, ci divertiamo... —

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di Redazione web