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L’imperatore Novak: quinto titolo a Roma. Schwartzman cede ma a testa altissima

Vezio Trifoni
L’imperatore Novak: quinto titolo a Roma. Schwartzman cede ma a testa altissima

Tennis: Djokovic soffre nel primo set, poi impone la sua legge. È il Master 1000 numero 36, nessuno ha vinto come lui

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Simona Halep e Nole Djokovic sono i campioni degli Internazionali d'Italia 2020. Il serbo riconquista Roma; vince per la quinta volta agli Internazionali d'Italia, batte 7-5 6-3 un generoso Diego Schwartzman e supera Rafa Nadal per titoli nei Masters 1000 (36). Dopo un primo set di adattamento, in cui recupera due break di svantaggio, controlla il secondo e diventa il campione più "agée" agli Internazionali nell'era Open. «Grazie mille, è molto strano questo periodo per noi» dice Djokovic in italiano durante la premiazione. «Grazie a tutti voi che siete rimasti fino alla fine con la pioggia, siete grandi tifosi di tennis». Scherza anche conn il coach Marjan Vaida con cui si è divertito a giocare a carte prima della semifinale. «Sei il peggior giocatore di Uno» lo apostrofa, mentre la pioggia inizia a scendere sempre più forte. Djokovic trionfa nella settimana in cui ha superato Pete Sampras per settimane al numero 1 del mondo dal 1973, quando è stato introdotto il ranking computerizzato (287). Festeggia il suo titolo numero 81 in carriera e si prepara al Roland Garros. Schwartzman, alla prima finale in un Masters 1000, ha provato ad essere il primo a battere Nadal e Djokovic nello stesso torneo dai tempi di un simbolo del tennis argentino, Juan Martin Del Potro alle Olimpiadi del 2016. Il "Peque" allunga a sette la serie di sconfitte su sette partite giocate contro numeri 1 del mondo. «Giocare con voi tifosi in un momento così particolare, con la pandemia per noi è importante», ha detto Schwartzman . «Sono molto felice di essere ancora qui, ho fatto meglio dell'anno scorso» quando ha perso in semifinale proprio contro Djokovic, dice Schwartzman. Nel torneo rosa dura 32 la finale perché la Pliskova si ritira sul 6-0 2-1. Era diventato un punto d’onore conquistare Roma. Specialmente dopo aver perso due finali di fila (2017 e 2018, sempre con la Svitolina). Ora Simona Halep ci è riuscita: «Finalmente ho vinto! Adoro questo torneo, ed ogni volta gioco piuttosto bene qui, tranne lo scorso anno. A Roma è iniziata la mia scalata al ranking ed avevo sempre sognato questo trofeo. Oggi ce l’ho fatta. “Certo, non era il finale di torneo che mi aspettavo o che mi auguravo, ma nel primo set mi sentivo al massimo e sentivo di poter vincere il match. Mi dispiace per Karolina, perché un infortunio è un infortunio e non è mai facile. Ma questo non cambia il fatto che il trofeo è mio», dice sfoderando il suo miglior sorriso. “Stasera festeggerò bevendo champagne nella mia stanza visto che siamo nella bolla. Non proprio una celebrazione esaltante…», aggiunge ridendo.

«Lo spostamento della sede degli Internazionali lo tiriamo fuori quando c'è un problema». Il presidente della Federazione italiana tennis Angelo Binaghi lo ammette tra le righe, riproponendo l'annosa questione che vorrebbe gli Open Bnl d'Italia lontani da Roma. «Quest'anno è arrivato un grandissimo danno e non posso pensare che è accaduto per la negligenza di qualcuno che ci avrebbe dovuto supportare», aggiunge Binaghi riferendosi alla mancanza di liquidità causata dalla mancata apertura al pubblico fin dall'inizio del torneo. Lo stesso Binaghi aveva accusato per questo la Regione Lazio, in apertura di uno 'scambiò di vedute aspro tra l'ente e la federazione. Oggi in conferenza stampa di chiusura degli Internazionali, il numero uno della Fit lo ha ribadito facendo leva sul possibile upgrade del torneo che l'Atp dovrebbe chiedere alla Fit nelle prossime settimane: «Con l'upgrade non so se il torneo resterà ancora a Roma…», l'avviso di Binaghi. Vedremo. —
 

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