Toscana
IL POMERIGGIO PIU’ PAZZO DI SEMPRE
La prima volta della F1 al Mugello sarà davvero difficile da dimenticare. Nelle fatate colline di Scarperia si è consumato uno dei Gran premi più accidentati (in tutti i sensi) e rocamboleschi degli ultimi anni. Forse perchè i piloti non avevano solidi punti di riferimento su un circuito del tutto nuovo, forse perchè qualcuno aveva capito che, magari, potesse essere l’occasione buona per mettere in difficoltà le Stelle d’argento e quindi ha calato pesantemente, magari troppo, il piede sullì’acceleratore. Insomma, rischi massimi su una pista che vive di curve e non di rettilinei.
Risultato: tre incidenti, otto ritirati, due ripartenze dalla griglia. Una gara che ha rischiato anche di non concludersi, di sforare il tempo massimo previsto dai regolamenti. Alla fine, grazie anche alla tempestività degli addetti alla pista, carcasse fumanti di monoposto sono state rimosse dalla pista e alla fine, quando erano passate le 17,30, la bandiera a scacchi ha sancito la fine di un pomeriggio che più matto non si poteva.
Cambiano i fattori, ci insegnavano a scuola,m ma il prodotto non cambia. Qualsiasi sviluppo prenda la corsa, davanti ci sono sempre le signore in nero. Troppo potenti, troppo solide. Con un fenomeno assoluto, Hamilton, e un ottimo scudiero, forse troppo timido, come Bottas.
La gente in tribuna (c’erano circa duemila persone, nonostante i biglietti non certo per tutte le tasche) si è divertita assai, anche per qualche fiammata del coraggioso Leclerc. Che in partenza ci ha provato, per poi essere tristemente risucchiato dall’impotenza della sua auto. Meglio tacere di Vettel, che ha guardato per tutta la corsa la targa degli altri, malinconico crepuscolo sul tracciato di casa. —
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