Gioco
«Decideranno le gomme»
«Curve continue, serve costanza. Vedo bene Verstappen»
«Vedere finalmente un Gp di Formula 1 qui è un'emozione fortissima, anche se so che è soltanto per queste condizioni eccezionali che si è arrivati ad organizzarlo qui: quando correvo al Mugello, per me, era come essere a casa». Non è una semplice frase fatta uesta per Nicola Larini, 56 anni di Camaiore ex pilota di Formula 3, Turismo e Formula 1. Proprio nella massima categoria, dal 1992 al 1996 fu tester della Ferrari conquistando uno storico secondo posto al Gran Premio di San Marino nel 1994 - tristemente ricordato per la morte di Ratzenberger e Ayrton Senna - e diventando ad oggi l'ultimo italiano ad essere salito sul podio con una Rossa. Nel corso della sua lunga carriera Larini è diventato un vero esperto del Mugello, sia per i test lì effettuati con la Ferrari sia per le vittorie (ben 8) conquistate sul circuito toscano. «È una pista che richiede molta tecnica al volante e che impone anche un set-up particolare della macchina - spiega - ad essere particolarmente insidiosa è l'usura a cui è sottoposta la gomma: il circuito infatti tende ad ingannare ma la pendenza della pista e le continue curve, tutte veloci e medio-veloci, pongono il pneumatico sotto un alto livello di stress. Regolarsi tra una maggiore velocità e una guida aggressiva, oltre che a bilanciare il carico aerodinamico, sarà fondamentale domenica per i piloti. Nessun pilota al Mugello può permettersi di trascurare una curva, la conformazione della pista obbliga ad un'attenzione massima in ogni settore e soprattutto per i piloti che cercheranno di condurre la gara sarà fondamentale riuscire ad inanellare con continuità i vari parziali per mantenere un tempo competitivo. Anche perché - spiega Larini - i punti per sorpassare non sono molti ma uno di questi è la curva Bucine, l'ultima prima del rettilineo: se si esce forte da quella curva con il drs il sorpasso è possibile. Anche se molti preferiscono sacrificarlo per sfruttare al massimo la scia nel rettilineo e tentare di immettersi in vantaggio alla curva San Donato». Non resta che sperare, dunque, in un passo avanti della Ferrari nel secondo circuito italiano del Mondiale anche se le prospettive non sono le migliori. «Vedere la Ferrari oggi - ammette Larini - mi ricorda i primi anni '90, quando il motore era un disastro e mancava il dialogo tra i vari reparti di progettazione. Sarà dura rimediare. Sarà un circuito per piloti molto tecnici: non mi meraviglierei di vedere un'ottima gara da parte di Verstappen». —
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