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Quel lato irrequieto del re Djokovic «Ho sbagliato, servirà da lezione»

Quel lato irrequieto del re Djokovic «Ho sbagliato, servirà da lezione»

«È stato tutto involontario, ma adesso mi sento triste e vuoto». McEnroe: ora sarà sempre un cattivo E “testa calda” Kyrgios rincara la dose: «Se fosse successo a me, quanti anni di squalifica avrei preso?»

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NEW YORK

Fuoriclasse della racchetta ma anche personaggio in assoluto, a volte sopra le righe, Novak Djokovic a Flushing Meadows ha aggiunto una medaglia di biasimo al suo curriculum, in un 2020 che, tra vittorie in serie e iniziative e prese di posizione coraggiose o discutibili, lo ha visto sempre al centro dell'attenzione. Nole nella sua carriera ha vissuto lunghi periodi di gloria ma, portando sempre al limite il fisico e la mente, ha dovuto fare i conti anche con il suo lato oscuro e irrequieto. L'episodio dell’altra sera, uno sfogo di rabbia in campo che ha coinvolto una giudice di linea per fortuna senza conseguenze, ha avuto pesanti effetti disciplinari, con l'estromissione da un Us Open che lo vedeva grande favorito. Djokovic non ha contestato la decisione, che per alcuni colleghi è sembrata anche eccessiva, scusandosi via social. «Mi sento triste e vuoto: è stato tutto involontario e tutto sbagliato - ha scritto nella notte su Instagram, dopo aver lasciato l'impianto in silenzio - devo trasformare tutto questo in una lezione, per crescere come tennista e come persona. Mi sono preoccupato per la salute della giudice di linea e il torneo mi ha fatto sapere che sta bene. Sono estremamente dispiaciuto di averle causato questo stress. Così involontario. Così sbagliato. Non faccio il suo nome per difenderne la privacy». Uno che se ne intende di intemperanze in campo, John McEnroe, ha sentenziato: «D'ora in poi in campo sarà sempre visto come il cattivo». Vegano convinto da qualche anno,«anche per scelta etica», Djokovic lo scorso aprile si è dichiarato anche no vax, sostenendo che avrebbe rifiutato di assumere un vaccino contro il Covid-19 se fosse diventato disponibile e obbligatorio per partecipare ai tornei. A giugno, il comportamento troppo disinvolto tenuto dai partecipanti al torneo amichevole Adria Tour da lui organizzato tra Serbia, Croazia e Bosnia ha causato un focolaio di positività tra tennisti e pubblico, costringendolo a prendere atto della realtà. Nel frattempo, ha lavorato alla nascita di una nuova associazione di tennisti indipendente dalla Atp, annunciata pochi giorni fa a New York, dopo la vittoria al torneo di Cincinnati. Una iniziativa che non è piaciuta a Federer e Nadal, più favorevoli all'unità dei professionisti. Se per il fisico si affida al fisioterapista Ulises Badio - altro personaggio: è nato in Argentina ma vive in Veneto, posta sui social video dove balla da solo sui campi di Flushing Meadows o mentre taglia i capelli al campione -, Djokovic dovrà magari trovare un nuovo mental coach che lo aiuti ad assorbire il colpo, come avvenne nel 2017, quando niente sembrava girare nel verso giusto. Se fosse per Nick Kyrgios, l'ultimo tennista espulso da un torneo prima del serbo, Djokovic non tornerebbe in campo tanto presto. «Se fossi stato io al posto di Djoker in questo incidente - scrive su twitter l'australiano - dopo aver colpito accidentalmente un giudice con un 'proiettile' alla gola, per quanti anni sarei stato buttato fuori?». —

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di Redazione web