La protesta
Tirreno-Adriatico, che sfida Nibali, Froome e Thomas dalla Versilia alla Maremma
VIAREGGIO
Vincenzo Nibali, Geraint Thomas, Chris Froome, Simon Yates. Majka, Ackermann, Gaviria e Van der Poel. Un parterre de roi al via della Tirreno-Adriatico, al via oggi, nonostante la contemporaneità con il Tour de France. partenza oggi con una tappa tutta versiliese, 133 chilometri con partenza e arrivo a Lido di Camaiore, per spostarsi poi, domani, a Follonica (con l’attraversamento anche delle province di Pisa e Livorno) e mercoledì a Saturnia. Ai nastri di partenza 25 squadre di 7 corridori ciascuna.
«È stato un mese intenso, che ha proposto corse importanti, con un caldo mai provato, come è avvenuto per Strade Bianche, Sanremo o Lombardia. Per come abbiamo vissuto la primavera è positivo essere riusciti a ripartire. L'avvicinamento è cambiato radicalmente, dovendo affrontare le corse più importanti in soli tre mesi». Così Vincenzo Nibali, parlando al sito dell'Unione Ciclistica Internazionale, alla vigilia della Tirreno-Adriatico. «È stato un prologo tosto, nel quale ho pagato un pò l'assenza dei giorni di gara per essere competitivo al 100% - aggiunge lo Squalo -. Il mio grande obiettivo stagionale è il Giro d'Italia, a ottobre. La preparazione è stata definita soprattutto in base a quell'appuntamento. La Tirreno-Adriatico è sempre stata un passaggio fondamentale in vista del Giro: per clima, percorsi e concorrenza è un banco di prova esigente. Ora sarà fondamentale per la mia preparazione al Giro». Nibali, come Nairo Quintana (impegnato al Tour), è l'unico corridore ad aver vinto due volte la 'Corsa dei due marì. «Sarebbe azzardato fare previsioni o proclami quest'anno - spiega -. Ci sono troppe incognite mai affrontate e, soprattutto, pochi giorni di corsa nelle gambe. I carichi di lavoro in ritiro sono stati importanti. Si parte sempre puntando al bergsaglio più grande. Poi, giorno dopo giorno, capirò dove posso arrivare». «La partenza del Giro dalla Sicilia è speciale per me - conclude -. Ho un legame molto forte con la mia terra. Tutte le volte che sono passato in Sicilia con il Giro è stata un'emozione fortissima, un orgoglio. Ma le emozioni andranno anche controllate, perchè la partenza è più che tosta. È vero che il Giro dura 21 giorni, e che la parte decisiva sarà nella terza settimana, ma con una partenza così esigente servirà avere una buona condizione fin da subito. Nella crono conto di difendermi, poi arriverà l'Etna».
Non ci sarà invece Giulio Ciccone, positivo al Covid. «Sto vivendo un momento difficile e molto complicato. Questo maledetto virus mi ha travolto e steso. Ora che arrivavano tre appuntamenti fondamentali, come Tirreno- Adriatico, Mondiale e Giro d'Italia, mi ritrovo a dover pensare a guarire e a interrompere fino a chissà quando la mia attività». Comincia così il post su Instagram del corridore abruzzese della Trek, la stessa squadra di Vincenzo Nibali. «Non è facile accettare tutto questo, dopo tanti sacrifici e rinunce - aggiunge lo scalatore -. E non è facile soprattutto vivere la realtà che mi circonda, per il bene dei miei cari. Un grazie di cuore a tutti quelli che mi sono stati vicini». —
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