La protesta
Un “cuore matto” di 80 anni Auguri Bitossi, vincitore morale
EMPOLI
La definizione di vincitore morale per antonomasia non lo ha mai reso particolarmente orgoglioso. Anzi, Franco Bitossi, che oggi taglierà uno dei traguardi più importanti della propria vita - gli 80 anni - preferisce derubricare lo sprint al Mondiale di ciclismo a Gap nel 1972 come la più grande sconfitta di una carriera comunque folgorante, fatta di trionfi e rovesci clamorosi. Quello del 6 agosto di 48 anni fa, Bitossi da Camaioni di Carmignano fu costretto a subirlo, vedendo sfumare la vittoria più importante a pochi metri dal traguardo di un Mondiale di ciclismo su strada. Fu Marino Basso, un altro italiano, a beffarlo. Le immagini di quel rettilineo in leggera salita, la voce di Adriano De Zan che urla «Forza, Franco!», per chi quel giorno era davanti alla tv, sono la raffigurazione melodrammatica della tragedia agonistica. Bitossi è in fuga, lanciato verso la maglia iridata, ma viene raggiunto e beffato da Basso a pochi metri dal traguardo, proprio mentre si prepara a esultare. Merckx tirò il gruppo, ma il belga non riuscì a salire sul podio. La sua resta appunto «una vittoria morale», ma vuota, di cui non c'è molto da vantarsi. Franco 'cuore mattò Bitossi resta una delle icone più sfavillanti del ciclismo mondiale: amatissimo dai tifosi, temuto e riverito dagli avversari. A cominciare proprio dal Cannibale Eddy Merckx. Costretto a diventare grande fin da subito, durante il secondo conflitto mondiale, poi scolaro modello e, dopo avere conosciuto il duro lavoro nei campi, operaio in una fabbrica di ceramiche a Montelupo Fiorentino. È in quel periodo, a metà degli anni '50, che esplode l'amore per il ciclismo, grazie al cugino Riccardo che lo mette in sella. Il disturbo da cuore matto si manifesta subito, nel 1958, durante una gara del campionato Allievi, a Settignano. È lì che comincia un calvario che si sarebbe concluso più di 10 anni dopo, grazie al dottor Giovanni Falai. In 18 anni di professionismo vince 171 gare, quarto nella classifica italiana dei plurivittoriosi di tutti i tempi. Bitossi intascava successi nelle classiche come Lombardia, Campionato di Zurigo, i Giri di Catalogna e di Svizzera, Tirreno-Adriatico, ma anche nei grandi giri (21 tappe al Giro d'Italia e 4 al Tour de France). Un campione dotato di classe purissima, insomma. —
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