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Rugby, svolta toscana: Smith chiama Mori, Lucchesi e Cannone in azzurro

Alessandro Cecioni
Il commissario tecnico azzurro Franco Smith
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Il commissario tecnico azzurro Franco Smith

Il ct a Parma per la sfida vinta dalla Benetton sulle Zebre

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La rivoluzione dolce di Franco Smith, ct della nazionale di Rugby, ha una data ufficiale di inizio, 1 agosto 2020, e un luogo, Bologna. «E’ stata la prima volta che lo staff della nazionale ha incontrato quelli delle due franchigie al completo – racconta - La prima volta che abbiamo spiegato esattamente cosa vogliamo, dove vogliamo andare, come vogliamo che siano preparati i giocatori in vista degli impegni della nazionale, da un punto di vista fisico prima di tutto».

Smith è in tribuna per il ritorno di Zebre-Benetton, il derby italiano del Guinness Pro14 che chiude ufficialmente la stagione 2019-20 e apre di fatto quella incertissima 2020-21. Vince la Benetton 16-9 ancorandosi alla forza fisica della sua ala Monty Ioane autore delle uniche due mete e alla maggiore consistenza del pacchetto nei punti di incontro e in touche dove le Zebre mostrano i limiti della partita di andata con molte conquiste perse. E nella rimessa laterale nei Leoni di Treviso ha funzionato bene l’intesa fra due dei cinque toscani in campo, Lucchesi al lancio e Cannone in presa. Il secondo si è anche fatto carico della lettura degli schemi avversari. Dall’altra parte Mori, certo galvanizzato dal record italiano di lancio del martello della sorella Rachele, si è messo in mostra per una bella incursione dopo un bel buco di Rizzi. Metà secondo tempo per Iacopo Bianchi entrato al posto di Mbandà. Solo 10 minuti per Alongi nella prima linea della Benetton.

«Ho bisogno di mete per prendere l’abbrivio sugli avversari – dice Franco Smith – vorrei che la mia squadra alla fine del primo tempo entrasse nello spogliatoio con un’altra mentalità, facendo altri discorsi, non il ‘dobbiamo recuperare’, ma ‘dobbiamo continuare così’». Le mete in Zebre-Benetton sono merce rara, Canna secondo playmaker non ha guizzi, anzi rallenta il gioco. All’orizzonte si palesa, per la nazionale, una scelta tutta in chiave Benetton, Garbisi apertura e Allan primo centro. «Se ho giocatori di talento a disposizione non posso metterne uno in panchina e l’altro in campo, devo cercare di adattare il gioco per averli entrambi in campo», dice ancora il Ct. Ma qual è il rugbysta ideale di Franco Smith? «I punti di forza sono la preparazione atletica, la forza nell’impatto, la velocità di esecuzione che non è solo quella della corsa con il pallone, ma anche e soprattutto come si reagisce a una situazione di gioco, quanto si è capaci di essere pronti a dare il sostegno a un compagno».

Chi vuole sperare in un posto nella nazionale di rugby che verrà ascolti bene le parole del Ct. «Servono avanti forti, ma non è forte chi ha grandi muscoli e solleva tanti pesi, lo è chi mantiene la forza durante la mischia, nei punti di incontro e qui non ci siamo ancora». Cosa ci racconta il rugby che sta riprendendo il suo corso? «La differenza fra i due emisferi è sempre la stessa. Nel SuperRugby dell’emisfero sud c’è una grande attenzione al gioco, all’uso del pallone, c’è la voglia di fare meta, di giocare. Nell’emisfero nord vedo grandi prestazioni fisiche, per esempio in Inghilterra, ma ancora un gioco molto schematico”. Smith vorrebbe anche più fantasia, nel match di ieri non si è vista. Ora la parola passa alla nazionale che si raduna venerdì a Parma, Mori e Lucchesi rispetto all’ultimo raduno passano da invitati a convocati, con Cannone porteranno un po’ di Toscana in azzurro. —


 

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