Sicurezza
«Doncic vede il gioco in 6G» La Nba celebra la stella slovena
Basket: 43 punti e 17 rimbalzi con una caviglia fuori uso
NEW YORK
E' un vero e proprio fenomeno sul parquet: Luka Doncic, 21 anni da Lubiana, è una delle stelle della Nba isolata nella bolla di Orlando. Lui, che appena qualche giorno fa era stato insultato da Montrezl Harrell dei Los Angeles Clippers che lo aveva definito "white boy", "fottuto ragazzo bianco", un insulto inutile che sa di razzismo nell'America del black lives matter , con il biondo Doncic che ha risposto all'appellativo con una prestazione definita "epica" (con un infortunio alla caviglia ha chiuso con 43 punti, 17 rimbalzi e 13 assist) con la tripla della vittoria sulla sirena dell'overtime.
Una prestazione che ha lasciato tutti a bocca aperta, a partire da LeBron James e Steph Curry - tra i primi a scrivere sui social e commentare un canestro che è già nella storia. Alla sua seconda stagione nell'Nba, Doncic, dopo aver brillato in Europa, ha già seminato molto per il futuro. Per il coach dei Dallas Maverick, la sua squadra, Rick Carlisle, lo sloveno ha non una, ma due marce in più: «Vede la partita in 6G. Non in 5G, in 6G, un livello superiore a quello al quale la maggior parte delle persone arriva. È un giocatore molto, molto speciale». Tanto da paragonarlo a Jason Kidd e Larry Bird, non due giocatori qualsiasi: «Stesso tessuto competitivo in termini di volontà di vincere e di intraprendenza, alla ricerca di un modo per influenzare il gioco. Non si tratta solo di mettere la palla nel canestro, si tratta di dare fiducia ai compagni di squadra», le parole di Carlisle.
Fisico possente, più da giocatore di football americano che di basket, Doncic è capace di potenza e agilità che lo rendono fenomenale. Con il suo fisico, Doncic assorbe colpi, gioca vicino al canestro, prende rimbalzi, dispone di linee di passaggio dall'alto, abbatte i tabù e si afferma come uno dei migliori giocatori NBA. Lo sloveno ora contende a Giannis Antetokounmpo (in corsa per l'anello con Milwaukee e per riprendersi il titolo personale di re del basket, due volte di fila come in questo ventennio già Curry, LeBron, Nash e Duncan), la palma di miglior europeo della lega, essendo assieme a lui tra i pochi in lizza per il titolo di miglior giocatore. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
