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BAYERN E SIVIGLIA, IL DOPPIO TRIONFO 

Li abbiamo scartati, si prendono l’Europa. L’Italia ora rimpiange Coman e i suoi fratelli

Giorgio Billeri
Nella foto partendo dall'alto a destra Kingsley Coman, Ever Banega, Philippe Coutinho. In basso da destra Lucas Ocampos, Ivan Perisic e Susa
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Nella foto partendo dall'alto a destra Kingsley Coman, Ever Banega, Philippe Coutinho. In basso da destra Lucas Ocampos, Ivan Perisic e Susa

Dopo 10 partite la Juve cedette al Bayern l’esterno francese Il Milan liquidò Ocampos, l’Inter Banega, Coutinho e...Perisic

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Dicono che i dirigenti di calcio italiani siano i migliori d’Europa. E dopotutto è vero: con pochi soldi riescono spesso a fare i miracoli. Ma a volte i nostri club hanno sbagliato, anche in modo clamoroso, certe valutazioni. Le finali delle Coppe europee hanno lanciato un messaggio chiaro: abbiamo avuto troppa fretta, siamo stati superficiali con certi giocatori. Che dalle nostre parti non hanno avuto il tempo materiale di crescere e di farsi apprezzare. A parte Ivan Perisic e Suso, che a Milano sono rimasti diversi anni facendo anche delle buone cose, le cessioni di Coman, Coutinho, Banega e Ocampos, ad esempio, alla luce delle ultime partite gridano vendetta.

Chissà quanti juventini si sono mangiati le mani guardando Kingsley Coman, oggi 24 anni, segnare la rete che ha portato al Bayern Monaco la sesta coppa Campioni della sua storia. E’ vero, quando arrivò in bianconero non aveva appena 19 anni, veniva dal settore giovanile del Psg e per gli osservatori avrebbe dovuto essere il futuro sulla fascia di Madama. Come non detto: scampoli di partita, pochi, nessun gol, qualche giocata che faceva intravedere le potenzialità. E a fine stagione, quando i volponi del Bayern si fecero avanti, il club bianconero si fece ingolosire dai 7 milioni sull’unghia e dagli altri 21 per il riscatto: e addio Coman.

L’Inter, invece, ha visto passare come una meteora un altro fresco campione d’Europa, Philippe Coutinho, oggi 28 anni, che sbarcò ragazzino ad Appiano Gentile nel 2010. Ma per i nostri parametri, per un calcio che non ha pazienza, “Cou” era troppo acerbo: poche presenze e via in prestito all’Espanyol, quindi il ritorno e la cessione al Liverpool per 10 milioni. Anche Ever Banega, altro luminoso talento, a Milano non venne trattenuto: aveva 28 anni e arrivava proprio dal Siviglia a parametro zero. Stagione difficile, tripletta all’Atalanta e poco altro. Venne “reimpacchettato” per 9 milioni ancora al Siviglia.

La storia più strana, però, è forse quella di Lucas Ocampos, una delle colonne del Siviglia plasmato da Lopetegui. L’esterno argentino, oggi 26 anni, arrivò nel nostro campionato nel 2016, acquistato dal Genoa per nove milioni di euro dal’Olympique Marsiglia: con il Grifone 17 presenze e 3 reti, abbastanza per attirare l’interesse del Milan. Che però non ha la pazienza di farlo sbocciare: dopo 11 presenze non viene riscattato e torna a Marsiglia, prima che il Siviglia piombi su di lui. Infine Franco Vazquez: il “mudo” fu una delle stelle del grande Palermo, dove sbocciò anche Paulo Dybala.

Ma nel luglio 2016 la società rosanero lo cede per 15 milioni al solito Siviglia. E il nostro, impaziente calcio, perse un altro talento di livello assoluto. —
 

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di Redazione web