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Le dure regole del Tour Con due positivi si va a casa

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PARIGI

Il Tour de France numero 107, al via da Nizza sabato 29, parte con l'incognita coronavirus. Il Covid sarà il primo avversario da battere per chiunque aspiri ad arrivare a Parigi, con la maglia gialla addosso o meno. La ASO (Amaury Sport Organization), società che organizza la più importante corsa a tappe del mondo, ha infatti avvertito i team che durante la Grande Boucle sarà ammesso un solo caso di positività per ciascuno. Al secondo nella stessa settimana scatterà la squalifica di tutta la squadra, anche se non riguardasse un corridore ma un membro dello staff. Severissime le misure prese nella speranza di evitare che il contagio si diffonda nella carovana, che sarebbe dovuta partire il 27 giugno e venne rinviata a causa della pandemia. Prima di arrivare a Nizza ogni squadra dovrà accreditare un gruppo di 30 persone (compresi gli otto corridori) per l'accesso ad hotel, bus, linee di partenza e arrivo. Questa "bolla" di 30 persone dovrà vivere in isolamento e, ad esempio, non potrà accedere al villaggio di partenza della tappa. Se all'interno della "bolla" venissero rilevati due casi positivi - i test verranno svolti sei e tre giorni prima della partenza e durante i due giorni di riposo - la squadra verrà esclusa dalla gara. Questo dovrebbe scongiurare il rischio di una sospensione dell'intera manifestazione.

Il rigido protocollo non limita l'espulsione dalla gara solo ai casi confermati di COVID-19, ma chiunque mostri più sintomi gravi di infezione verrà escluso. —

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