Il dolore
Una piazza per Enzo Bearzot Graziani: da lassù apprezzerà
GROSSETO
È la prima piazza in Italia intitolata al compianto CT della Nazionale, Enzo Bearzot, quella inaugurata ieri a Grosseto, proprio alle spalle dello stadio cittadino “Carlo Zecchini”, per iniziativa dell’associazione Nuovo Millennio accolta dall’Amministrazione comunale. Per la verità, a Parma, Udine e Pasiano di Pordenone ci sono altrettante vie dedicate, ma quella di ieri è stata una scelta piaciuta tanto, soprattutto a Francesco “Ciccio” Graziani, uno dei pupilli di Enzo Bearzot, intervenuto per l’occasione.
«Sono felice di essere qui – ha detto il campione del mondo del 1982 – grazie per avergli voluto intitolare una piazza di fronte allo stadio. Sono certo che da lassù, Enzo apprezzerà tanto». Poi Graziani ha voluto ricordare la persona Bearzot: «Penso di essere uno di quelli che lo ha conosciuto meglio di tutti. Con lui sono stato 8 anni in Nazionale, facendo due Mondiali e un Europeo e arrivando sempre in fondo alle manifestazioni. Era un gestore di uomini, prima che un grande allenatore. Una persona che faceva del dialogo coi giocatori la sua forza. Quando ci parlava nello spogliatoio, prima di ogni partita, sapeva trasmetterci una voglia di vincere incredibile».
Poi Graziani ha voluto ricordarlo attraverso due aneddoti: «Il primo riguarda la partita del Mondiale di Spagna col Brasile, dove in fase difensiva dovevo seguire Leandro e Bearzot dalla panchina mi urlava di continuo. Ma io volevo fare gol e mi seccava correre dietro e sprecare energie, così a un certo punto del secondo tempo lo mandai platealmente a quel paese. Dopo la partita chiesi a Zoff di aiutarmi. A un certo punto ci avvicinammo al mister e chiesi scusa; lui mi abbracciò e disse che non era successo niente. Il secondo riguarda una partita di qualificazione agli Europei con la Finlandia; eravamo in ritiro, 9 della Juve e 7 del Toro. Venivamo dal derby e Bearzot ci trovò seduti a tavola al ristorante seduti per gruppi. Ci mischiò e disse: quando siete in Nazionale, non mi interessa il club di appartenenza, tanto che mi mandò in stanza con Tardelli. Vincemmo quella gara per 5-0». —
Paolo Franzò
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