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Tante gare in Spagna con l’ombra del Covid-19 sul circo delle due ruote

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ROMA

Un mondiale nel mondiale concentrato in Spagna, ma ora che il Covid torna a far paura anche la Motogp trema. La stagione delle due ruote ripresa proprio a Jerez dopo la lunga pausa causa pandemia procede tra sorprese e non poche polemiche: complici anche gli incidenti come quello causato domenica dal francese Zarco, e con l’ombra della curva dei contagi in risalita il cammino resta a ostacoli.

La stagione della MotoGp era stata compressa al massimo, nel tentativo di salvare il salvabile, tuttavia l’instabilità della linea dei contagi nelle zone dove verranno assegnati i titoli mondiali delle tre classi tiene sui tizzoni i vertici della Dorna. Tuttavia, non c’è solo il Coronavirus: i continui – e sempre più pericolosi – incidenti fanno discutere, innescano polemiche e iniettano veleni in una stagione già di per sé tormentata da un oscuro divenire, dove l’imponderabile è routine.

Domenica prossima, è in programma il Gp di Stiria (Austria), nel Red Bull Ring, e il 13 settembre il carrozzone approderà in Italia, con il Gp di San Marino, a Misano Adriatico, bissato – stessa pista – dal Gp dell’Emilia Romagna di sette giorni dopo. I problemi, semmai, verranno dopo e procederanno di pari passo con la curva dei contagi che, in Spagna, è tornata pericolosamente a salire. Ed è proprio dove il Covid-19 sembra non voler concedere tregua che si disputeranno i Gp che si affacciano sul temuto autunno, con l’appuntamento in Catalogna il 27 settembre, ad Aragon il 18 ottobre, Teruel (stessa pista di sette giorni prima), Chester (Gp d’Europa l’8 novembre), Valencia (15 novembre). Unico break è rappresentato dall’appuntamento in Francia, a Le Mans. —



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