Gioco
Da Sarri a Guardiola: Garcia li incarta tutti E pensare che alla Roma fu cacciato via...
La rivincita di Rudi che ha trasformato il suo Lione: «Risultato meritato, ora serve un’altra impresa ma ci crediamo»
LISBONA. «L’avventura continua...». Anche se nessuno ci avrebbe scommesso un euro alla ripresa della Champions League. Il cinguettio scritto su Twitter a notte inoltrata ha il sapore della rivincita per Rudi Garcia, uscito indenne – quindi trionfatore – col suo Olympique Lione dalla doppia sfida con la Juventus e dal dentro-o-fuori col Manchester City. Sarri e Guardiola, loro sì avevano come obiettivo minimo le semifinali, centrate invece dall’ex tecnico della Roma che mercoledì sera allo stadio José Alvalade di Lisbona si giocherà il pass per l’atto conclusivo della competizione in una sfida secca contro l’avversario peggiore, quel Bayern Monaco che evoca solo brutti ricordi.
A Roma infatti Garcia ha sì trovato l’amore, visto che è legato sentimentalmente alla conduttrice e giornalista Francesca Brienza – conosciuta a Trigoria e diventata da allora compagna e prima tifosa di Rudi tanto da ricordare sui social le tre semifinali stagionali centrate dal Lione in tre diverse competizioni, evento finora mai capitato nella storia del club – ma è anche incappato in una delle peggiori serate europee della storia giallorossa. Il 21 ottobre del 2014 la Roma fu infatti umiliata in Champions dai bavaresi con un clamoroso 1-7 all’Olimpico. Per Garcia un ko simile a quello già patito nel novembre del 2012 quando il suo Lille finì per perdere 6-1 sempre dal Bayern.
I precedenti insomma non sorridono a Rudi che, dopo aver sdoganato in Italia un proverbio francese in seguito a un derby vinto sulla Lazio («Abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio» ), adesso si affida ad un altro modo di dire per caricare i giocatori: «L’appetito vien mangiando. Siamo tra le migliori quattro di Champions, possiamo dire che ce lo meritiamo. E spero che l’adagio’non c’è due senza trè si avveri, per andare avanti abbiamo bisogno di un’altra impresa» .
Dopo Juve e City, c’è il Bayern in semifinale, proprio come dieci anni fa. I tedeschi nel 2010 passarono il turno col Lione per poi perdere con l’Inter del “triplete” . Garcia però ha ancora fame di rivincita.
Tra l’altro il tecnico in queste ore si sta prendendo una bella rivincita anche nei commenti di addetti ai lavori e tifosi. Fabio Capello, che a Sky Sport ha spiegato perfettamente le caratteristiche del Lione e i pregi del suo allenatore: «Ha preso la squadra in corsa (subentrando il 14 ottobre scorso a Silvinho, ndr) e ne ha capito immediatamente la forza. Ha messo i giocatori dove rendono di più e ha trasmesso alla squadra un’umiltà vista sia contro la Juve che contro il City. Tutti quanti si sacrificano e tutti accettano di fare le due fasi. E poi devo dire che Garcia sa leggere davvero bene le partite. È un allenatore preparato e gli va dato merito di questo successo» .
Un successo che è anche un po’italiano, come confidato dallo stesso Rudi Garcia: «Il mio prepartore fisico è italiano (Paolo Rongoni, ndr), per questo non avevo dubbi sulla tenuta fisica della squadra. Abbiamo fatto 8 settimane di preparazione, consapevoli che senza giocare nessuna partita questo per noi sarebbe stato uno svantaggio. E invece abbiamo fatto due imprese. E ora non dobbiamo porci limiti...». —
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