Gioco
Paltrinieri, la nuova vita «In piscina o in mare voglio tre ori a Tokyo»
Più chilometri, decisamente più mare aperto, un orecchino che prima non c’era e «il 100% del divertimento ritrovato». Il nuovo Gregorio Paltrinieri si tuffa nel Sette Colli di Roma carico di un entusiasmo che la routine aveva appannato e che ora torna a galla.
Come procede la rivoluzione?
«Bene, ho finalmente iniziato ad allenarmi in mare, a Piombino, prima non lo avevo mai fatto e mi ci ritrovavo solo in competizione. Vissuto così è in pratica un altro sport. Con Fabrizio Antonelli, il tecnico che mi segue ora c’è una bella sintonia. Mi stimola».
Quanto è stato difficile dire ciao a Morini che l’ha portata all’oro olimpico?
«Parecchio difficile, però si tratta di lavoro ed era necessario. Ero straconvinto che fosse ora di muoversi».
Ha detto «non mi diverto più» e adesso?
«Al 100% e questo è l’unico fatto sicuro. Testeremo in acqua tutto il resto ma sul divertimento ritrovato non ci sono dubbi».
Ha salutato pure Detti, compagno di corsia per 9 anni, le manca?
«Non ci vediamo più tutti i giorni, ma seguivamo lavori molto diversi. So che lo ritroverò sempre tra gli avversari più temibili ed è bello così».
Pensa che il rinvio delle Olimpiadi sia stato un bene per lei?
«Le avrei volute fare, me lo avesse chiesto a dicembre avrei detto “non mi interessa aspettare un anno” ma quando la pandemia ha bloccato il mondo mi è diventato tutto più chiaro. Ora penso che questo posticipo potrebbe essere vantaggioso per me».
Per lei che viaggia di continuo quanto è stato difficile stare fermo?
«Gli stravolgimenti di questi mesi mi ha aiutato, certo ho esplorato meno. Niente mostre d’arte di recente. Mi rifarò, aspetto che si riparta davvero»
Continua a piacerle la piscina o il mare ha preso il sopravvento?
«No, non ho alcuna intenzione di lasciarla. I 1500 e gli 800 metri mi affascinano sempre moltissimo».
Vuole davvero tre ori ai prossimi Giochi?
«Voglio arrivare pronto in tutte e tre le distanze, in vasca e nei 10 km in acque libere. Dire tre ori non vuol dire nulla perché è difficilissimo e io lo so bene, conosco la concorrenza ma l’ambizione è arrivare lì nella condizione giusta per poterci provare sul serio». —
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