Sicurezza
Paratici: è stata una scelta naturale Era il momento di cambiare strada
«La speranza è che si tratti di un predestinato, come da giocatore. La decisione è arrivata dopo l’analisi dell’intera stagione, il ko di Champions non c’entra»
TORINO
Fabio Paratici, l’uomo della stanza dei bottoni, racconta la scelta di Andrea Pirlo. «Una decisione naturale, vorrei dire juventina. Andrea è sempre stato vicino a noi, in contatto con noi. La nostra speranza è che sia un predestinato come lo era da calciatore. Noi speriamo che riesca a proporre il suo calcio. Su Sarri: «La decisione non è stata presa sull’onda di un momento. Le stagioni sono lunghe, ci sono tanti episodi e tanti momenti, la decisione è stata il frutto di una stagione lunghissima e complicatissima. Anche vincendo lo scudetto ci siamo convinti che era il momento di cambiare strada». E’ la seconda volta che la Juve esonera un allenatore che vince lo scudetto, come dire che il termometro di giudizio è la Champions. «La situazione di Allegri era diversa da quella di Sarri, lui aveva allenato per cinque anni. Maurizio lo abbiamo valutato su tante cose. Poco entusiasmo nella squadra? A volte l’entusiasmo non ha superato la fatica. Così abbiamo scelto di entrare in questo territorio inesplorato, abbiamo cambiato tanto raggiungendo due finali di Champions. Il Bayern l’anno scorso ha vinto il campionato ed è uscito nei quarti, il City ha vinto i campionati ma non è arrivata in fondo alla Champions. Queste grandi squadre sono legate a giudizi troppo rapidi e veloci. A volte decidono gli episodi». Nella convulsa giornata di ieri si era parlato anche dell’addio dello stesso direttore sportivo, che è entrato prepotentemente nel mirino della nuova Roma targata Friedkin. «Ho sentito - spiega paratici - ma io lavoro qui da dieci anni, con questo che è un grande gruppo dirigente. Voglio dare ancora continuità al mio lavoro e qui resto». L’impressione è che si stato lui uno dei maggiori sponsor dell’oprerazione Pirlo. «Non ci avrei scommesso un euro su questa decisione - il commento a caldo di Alessandro Del Piero - ma credo che l’azzardo possa avere una logica. Andrea è ragazzo di grandissima intelligenza, lo era da giocatore e potrà esserlo anche da allenatore. Lui come Zidane? Non penso sia un paragone corretto, perchè Zinedine comunque aveva avuto esperienze con la seconda squadra del Real. Intanto a Pirlo voglio mandare il mio augurio più caro». —
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