La manifestazione
Sarri e Juve, col Lione è rischiatutto per due
Ma l’allenatore non si sente a rischio: «E’ una società seria, avrà già deciso il futuro a prescindere da questa partita»
TORINO
In palio c'è il passaggio del turno ai quarti di finale di Champions League, non il futuro dell'allenatore. Maurizio Sarri ne è sicuro, la sua risposta secca e senza possibilità di repliche lo conferma. «Qui lavora un gruppo di dirigenti di primo livello, non sono dei dilettanti o dei tifosi che seguono l'onda emotiva - ha detto il tecnico alla vigilia del ritorno contro il Lione - e avranno già preso la loro decisione: hanno fatto le loro valutazioni, indipendentemente dal risultato di domani avranno deciso se ci sarà un cambiamento o un proseguimento insieme».
Eppure la sensazione è che dall'accesso alla fase finale della Champions dipenderà buona parte delle scelte per il futuro. Non sarà facile, l'1-0 in terra francese impone massima concentrazione specialmente in fase difensiva, e l'allenatore bianconero, dopo aver cercato di ridurre la pressione sull'ambiente, prova a svelare la ricetta per il ribaltone. «Dovremo metterci lucidità, molta calma e tantissima pazienza: servirà una grande prestazione, sarà una partita difficile perché partiremo da un risultato difficile. Il Lione ha trovato una grande solidità difensiva e il vantaggio dell'andata permette loro di fare la partita che preferiscono». Il dubbio principale resta Dybala, su cui c'è un punto interrogativo enorme. Una certezza è invece Ronaldo, l’altra un posto da titolare per Cuadrado: «Cristiano si sta allenando nella maniera giusta, ha fatto un paio di giorni di riposo e ora è tornato a lavorare con una buona intensità: in allenamento ha fatto un gol pazzesco, di una bellezza assoluta. Il colombiano molto probabilmente partirà dall'inizio, non so ancora se da esterno basso o alto». Higuain è tra i possibili titolari in caso di forfait di Dybala («l'ho visto in crescita dal punto di vista fisico, è stato importante che mettesse minuti nelle gambe», ha detto Sarri del Pipita), mentre in difesa al fianco di De Ligt ci sarà Bonucci. «Saranno fondamentali l'adrenalina e le energie che gireranno nello spogliatoio, in partite come queste anche un piccolo gesto o una parola possono fare la differenza», è la carica del capitano, presente in conferenza stampa insieme a Sarri. La Juve non dovrà subire gol, in caso contrario sarà costretta a segnarne tre, eppure i risultati recenti sono preoccupanti: «Ne abbiamo parlato, con un grande lavoro di squadra possiamo fare bene - dice Bonucci riferendosi alle nove gare nelle ultime dieci con almeno una rete al passivo - perché sono i dettagli a fare la differenza».
Dall’altra parte c’è Rudi Garcia, che torna all'Allianz Stadium dopo sei anni. L'ultima volta, nel 2014, venne espulso per il gesto del violino e la sua squadra perse 3-2, ma al tecnico non interessa. «Sono in un'altra squadra e disputeremo un'altra competizione, la Roma appartiene a un altro tempo», risponde. Testa alla Juventus e a una possibile impresa che cambierebbe il giudizio sulla stagione del Lione, che ha chiuso il campionato con un deludente 7° posto anche se la Ligue è stata sospesa a dieci partite dal termine. «Abbiamo il destino nelle nostre mani - dice Garcia - L’1-0 in casa dà una percentuale più alta per passare il turno, ma considerando il valore della Juventus direi che siamo al 50 e 50».
Questa la probabile formazione bianconera al fischio d’inizio: Szczesny, Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro, Bentancur, Pjanic, Rabiot, Bernardeschi, Higuain, Ronaldo
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