Toscana
Business americano La “Magica” passa nelle mani di Friedkin
All’imprenditore la società per 600 milioni Se ne occuperà da vicino il figlio Ryan
la svolta
La Roma cambia proprietà, ma resta a guida americana. Sarà il Gruppo Friedkin a controllare e gestire la società giallorossa, alle prese con una situazione economica tutt'altro che florida. Motivo per cui alla fine il presidente uscente James Pallotta si è convinto ad accettare l'offerta di Dan Friedkin, sottoscrivendo un accordo vincolante che entro agosto lo porterà a cedere la partecipazione di controllo detenuta nel club pari all'86,6% del capitale sociale. L'operazione è valutata in circa 591 milioni di euro e, una volta completata, comporterà l'obbligo per Friedkin di lanciare un'offerta pubblica obbligatoria sulle restanti azioni in circolazione sul mercato.
Ad interessare i tifosi romanisti - molti dei quali hanno festeggiato via social l'addio di Pallotta - non sono tanto i dettagli finanziari della trattativa bensì i programmi sportivi dei nuovi proprietari che da Houston si sono detti «felici di aver fatto i passi necessari a diventare parte di questa città e club iconici. Non vediamo l'ora di chiudere l'acquisto il prima possibile e di immergerci nella famiglia della Roma». Rispetto al businessman di Boston, finanziere esperto in fondi speculativi, Dan Friedkin è un imprenditore a tutto tondo, con interessi diversificati in più settori e un figlio, Ryan, ambizioso e intenzionato a stabilirsi nella Capitale per seguire da vicino l'investimento. «Negli ultimi mesi, Dan e Ryan hanno dimostrato totale dedizione nel voler finalizzare questo accordo e nel guidare il club positivamente - ha spiegato Pallotta - Sono certo che saranno dei grandi futuri proprietari».
L'obiettivo dei Friedkin è un progetto a lungo termine, che nella fase iniziale non potrà prescindere da un risanamento dei conti (il bilancio chiuso al 30 giugno farà registrare perdite per 150 milioni) attraverso un deciso taglio dei costi di gestione e del monte ingaggi della squadra. Quasi certamente sarà deliberato un nuovo aumento di capitale, il tutto per non trovarsi a dover sacrificare pedine come Pellegrini e Zaniolo sull'altare del bilancio. Altro snodo cruciale sarà lo stadio di proprietà, con la sindaca di Roma Virginia Raggi che ha già annunciato il proseguimento dell'iter («noi andiamo avanti»). Il progetto Tor di Valle ha già richiamato l'interesse dell'immobiliarista ceco Vitek, pronto a rilevare le società di Parnasi con cui la Roma aveva programmato di costruire il nuovo impianto
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