Gioco
Marcia indietro Conte «Ho sposato l’Inter Telefonate alla Juve? Pronto a querelare»
Nessun faccia a faccia tra la dirigenza e il tecnico nerazzurro Domani c’è il Getafe, ma su Appiano resta l’ombra di Allegri
MILANO
Niente Juventus e nessuna intenzione di lasciare l'Inter. Torna a parlare Antonio Conte che, due giorni dopo il durissimo sfogo in cui ha criticato dirigenti e proprietà nerazzurra, cancella con fermezza ogni accostamento con la Juve e sembra escludere l'ipotesi di un suo addio all'Inter. «Smentisco categoricamente il fatto di aver sentito dirigenti e giocatori della Juventus chiedendo 'ma Sarri lo cacciano?'. Querelerò chi ha scritto quest'articolo e il direttore responsabile della testata. Ho sposato un progetto triennale con l'Inter e - chiarisce Conte - come ho sempre fatto nella mia vita lavorerò duramente e mi batterò con tutte le mie forze e con tutto quello che è nelle mie possibilità affinché sia un progetto vincente».
L'allenatore non prende dunque in considerazione le dimissioni. Ha un contratto fino al 2022 a 12 milioni netti a stagione e ha intenzione di onorarlo, ovviamente nell'unico modo per lui concepibile e cioè vincendo. Per riportare l'Inter dopo quasi dieci anni al successo, farà tutto ciò che è nelle sue possibilità. Le sue scelte e capacità tecniche gli hanno permesso di raggiungere il secondo posto in classifica, totalizzando 82 punti come nella magica annata del Triplete, grazie anche alla miglior difesa del campionato nonostante il cambio di modulo. Ma evidentemente non rinuncerà neppure ad esprimere pubblicamente le proprie perplessità, giudicando se necessario anche gli stessi dirigenti. Perché l'obiettivo di Conte è la risoluzione di quei problemi e di quelle difficoltà che hanno frenato l'Inter negli ultimi anni.
Lo sfogo di Bergamo ha infastidito la società. Ci si aspettava quindi un confronto ieri con la ripresa degli allenamenti ad Appiano Gentile e la presenza di tutti i dirigenti nel centro sportivo per svolgere i tamponi e verificare eventuali contagi al Covid. Ma l'ad Beppe Marotta ha lasciato Appiano prima dell'allenamento e senza parlare con Conte. Un silenzio che aumenta i dubbi sul futuro dell'Inter a due giorni da una partita decisiva, la sfida secca degli ottavi di Europa League.
Il torneo europeo resta l'unica chance per Conte di vincere un titolo ma per puntare alla finale del 21 agosto bisogna battere il Getafe dimostrando che lo strappo con il club non ha condizionato negativamente la squadra. A Gelsenkirchen potrà giocare Alexis Sanchez che, inserito nella lista Uefa del club, partirà con i compagni di squadra per la Germania insieme al recuperato Sensi e a Moses, anche lui in prestito ma dal Chelsea. Dopo la sfida con gli spagnoli, però, l'Inter dovrà definire il futuro dell'attaccante cileno. Il Manchester United avrebbe calato le richieste da 20 a 16 milioni di euro per l'acquisto a titolo definitivo del cartellino. Il giocatore vorrebbe restare a Milano e Marotta spera di trovare un'intesa definitiva per assicurarsi un'alternativa a Lukaku e Lautaro in attacco, continuando a costruire l'Inter del futuro che potrebbe essere ancora di Conte, nonostante l'ombra di Allegri si allunghi su Appiano Gentile.
NAPOLI, INSIGNE NO
C'è Lorenzo Insigne al centro della scena del Napoli che guarda alla sfida dell'anno, il ritorno contro il Barcellona i Champions League. E la scena non è positiva perché la diagnosi ufficiale sull'infortunio del capitano azzurro è di lesione parcellare del tendine dell'adduttore lungo sinistro, con edema osseo. L'infortunio muscolare c'è, quindi, e questo non renderà facile il sogno di Insigne di essere in campo contro Messi. Lui ci proverà e il Napoli spiega che le sue condizioni verranno valutate giorno per giorno, perché Insigne è la marcia in più che può permettere agli azzurri di sognare dopo l'1-1 del San Paolo prima del lungo stop. —
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