Attenzione
Hamilton, Clark, Villeneuve Chi dice che servono 4 ruote?
Freddezza, padronanza, talento: la prodezza di Lewis con la gomma a terra il primo fu lo scozzese nel 1967, vinse correndo sul cerchione a Watkins Glen
Ci vogliono sicuramente freddezza, coraggio e padronanza del mezzo e delle proprie potenzialità. In una parola sola “talento”. Quello che il campione del mondo Lewis Hamilton ha dimostrato ancora una volta domenica scorsa a Silverstone, dove è passato per primo sotto la bandiera a scacchi senza una ruota. Giustamente si è parlato e si può parlare d’impresa, dal momento che continuare a tenere dritta una Formula uno con tre ruote, specialmente ai tempi d’oggi, con la tecnologia che ha raggiunto livelli esasperatissimi e che talvolta contribuisce da sola a mantenere in piedi l’equilibrio della monoposto, non è certo una passeggiata. Un po’ del merito dell’inglese ce l’ha anche il suo ingegnere di pista, che per radio dai box ha fornito al pilota determinanti istruzioni per non gettare alle ortiche il successo che si stava per materializzare.
Non esistevano i collegamenti con il team nel 1967, anno in cui è possibile trovare l’unico precedente di una vittoria su tre ruote nella storia della Formula uno. Quella di Jim Clark sul circuito di Watkins Glen per l’allora Gran premio degli Stati Uniti. Lo scozzese stava dominando la corsa, aveva accumulato un margine enorme sugli avversari, dopo averli doppiati tutti dal quarto posto in giù ed essere arrivato ad oltre un minuto di vantaggio sul secondo. Improvvisamente, però, una sospensione della sua Lotus si danneggia e una delle gomme diventa inutilizzabile. Clark non ci pensa nemmeno a fermarsi e continua, nonostante dietro Graham Hill e Denny Hulme gli stiano dando la caccia recuperando 45 secondi in un primo giro e 23 in un altro. Non ce la faranno a raggiungerlo, e così Jim Clark entra nella storia.
Ci perdonino Clark ed Hamilton. Le loro prestazioni rimarranno senza dubbio scolpite nella pietra, ma nel cuore degli appassionati di Formula uno c’è e ci sarà un solo posto libero per un pilota su tre ruote. Si tratta di uno dei pochi “manici” del volante che sapeva entusiasmare e far sobbalzare sui divani senza vincere: Gilles Villeneuve, troppo “pazzo” e troppo funambolo per poter rincorrere e aggiudicarsi un Mondiale. Era l’agosto del 1979 e a Zandvoort, per il Gran premio d’Olanda, il canadese della Ferrari si girò in testacoda. Al rientro in pista una gomma cominciò a sgonfiarsi e nel giro di poche decine di secondi cedette completamente sfaldandosi. Villeneuve riuscì ugualmente a percorrere un intero giro prima di fermarsi ai box, dopo un carosello di sbandamenti e scintille degni del Motor Show. Una scena epica, che Gilles regalò ai tifosi prima di farsi definitivamente travolgere e annientare da un destino che non voleva in pista girandole di emozioni offerte dai perdenti. —
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